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 2014  dicembre 12 Venerdì calendario

Norman Goodman, l’uomo che sceglie le giurie, va in pensione a 91 anni. Ha portato davanti ai giudici circa dodici milioni di persone. Convocò anche Madonna e Kissinger, Nixon si rifiutò

Nel luglio scorso Madonna ha avuto una simpatica conversazione di un’ora e mezza con un signore di novant’anni. Non era proprio un fan, comprensibilmente, ma aveva ascoltato le note di «Material Girl», e in cambio della gentilezza della cantante le aveva offerto interessanti commenti sul valore della musica di Frank Sinatra. Lei lo aveva trovato «chiacchierone e pieno di storie interessanti. Avrebbe potuto essere il fratello di Woody Allen, separato alla nascita». Poi la «Material Girl» aveva accettato di andare con lui in tribunale, ma il signore aveva deciso che forse per preservare l’integrità del processo, e la tranquillità dei presenti, era meglio soprassedere. Così anche Madonna ha fatto la sua conoscenza con un mito di New York, il signor Norman Goodman, che il prossimo 31 dicembre compirà 91 anni e andrà in pensione, dopo 45 anni di onorata carriera in cui ha portato davanti ai giudici circa dodici milioni di persone.
Cancelliere del tribunale
Norman non è un magistrato, un poliziotto o un procuratore, ma il New York County Clerk, ossia il cancelliere del tribunale della Grande Mela. Ha diverse funzioni importanti, in questa veste, ma per l’uomo della strada la principale è quella di convocare i cittadini chiamati a servire nelle giurie popolari dei processi. Avendo inviato circa 250.000 richieste all’anno per 45 anni, come quella ricevuta da Madonna, secondo i calcoli del «New York Times» Goodman ha portato in tribunale circa 12 milioni di persone, incluso se stesso. A questo punto della sua vita però ha deciso che vuole coltivare altri interessi, e quindi si ritirerà.
I primi anni
Norman aveva cominciato la carriera quando il governatore di New York era Nelson Rockfeller e il sindaco John Lindsay. Preistoria. Probabilmente sperava che la posizione di clerk gli aprisse la strada verso una poltrona da giudice, ma un po’ non era successo, e un po’ lui si era innamorato del suo lavoro. «Norman – ha spiegato al “Times” l’ex procuratore di Manhattan Robert Morgenthau – non ha perso il treno perché è rimasto troppo a lungo a fare l’impiegato, ma perché era troppo bravo, affidabile».
Quando nominò se stesso
La legge Usa prevede che tutti i cittadini hanno il dovere di servire nelle giurie popolari. Questa norma era nata come una garanzia dell’equità del sistema, ma col tempo è diventata una spina nel fianco della gente, costretta a mollare lavoro e famiglia per giudicare una rapina o una truffa. Ad esempio una signora, per evitare di servire, aveva inviato a Norman un’urna con le ceneri del marito appena morto. Lui le aveva fatte analizzare, aveva verificato che si trattava solo di sigarette bruciate, e l’aveva convocata, perché la possibilità di partecipare alle giurie popolari era un diritto che le donne avevano faticato a conquistare e andava preservato. Goodman non sentiva ragioni, e infatti aveva spedito una delle sue convocazioni anche al numero 810 della Fifth Avenue, dove abitava Richard Nixon. Nel frattempo però quel signore si era trasferito alla Casa Bianca, e quindi aveva comunicato che il cambio di domicilio non gli consentiva più di partecipare al processo. Altri invece, come il suo segretario di Stato Kissinger o il jazzista Wynton Marsalis, avevano volentieri accettato. Norman era così serio che aveva convocato anche se stesso, ed era stato selezionato nella giuria di un caso in cui il fidanzato di una donna aveva stuprato la figliastra: «Sedemmo in tribunale per quattro giorni, e condannammo l’imputato in 30 secondi. Poi però feci aspettare i colleghi a dare l’annuncio, perché se avessimo atteso un altro quarto d’ora ci avrebbero dato il pranzo gratis». Severo ma giusto, e anche pratico.