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 2000  aprile 07 Venerdì calendario

Tavor, +47% in cinque anni

E’ il farmaco più venduto in Italia, 22 milioni di confezioni l’anno, più dell’Aspirina. Lanciato 23 anni fa, domina la classifica dagli anni Ottanta. Ma la passione per il Tavor è condivisa anche da chi non soffre di competitività, ansia di prestazione e stress, come casalinghe e pensionati. C’è piuttosto una discriminante geografica: in Puglia l’assunzione media giornaliera è la più bassa, due milligrammi e mezzo pro capite. Il denominatore comune è la dipendenza. Il foglio illustrativo avverte che il trattamento non può superare le 8 -12 settimane (le crisi di astinenza possono provocare allucinazioni e convulsioni) ma troppi medici continuano a ignorare il problema non allertando i pazienti. L’anno scorso si sono spesi 877 miliardi in benzodiazepine, la grande famiglia dei tranquillanti (Valium, Librium, Xanax, Halcion e altri) su cui svetta il Tavor con il 28% del mercato. Ogni giorno 49 persone su mille assumono la loro dose di calma chimica. L’azienda ha aumentato negli ultimi cinque anni il fatturato del 47%. Il costo è basso: 10.500 lire per una confezione (20 compresse). Salvatore Dell’Acquila, medico di base a Trastevere: ”All’80% dei pazienti che mi chiedono il Tavor rispondono di no: per fronteggiare le insonnie funzionano benissimo la passiflora, la melissa e il biancospino. Ma anche il fattore tempo è fondamentale, i pazienti faticano ad accettare terapie lente e radicali.” Alla Weyth, la casa farmaceutica produttrice, dicono invece che l’ascesa del Tavor è dovuto alla sua formula rivoluzionaria che consente un’emitività brervissima: 8 ore. Cioè nel giro di otto ore dall’assunzione, il Tavor è presente nel sangue in quantità dimezzata. La molecola di base si chiama Lorezapam, non cura l’insonnia, facilita il sonno, seda l’ansia in un quarto d’ora, è meno tossica di altre benzodiazepine, non ha grandi interazioni con altri farmaci, né particolari effetti collaterali. Giovanni Battista Cassano, guru della depressione curata farmacologicamente: ”Ecco il frutto della pessima politica italiana in questo settore: si sono colpiti gli antidepressivi e senza volere si è favorito l’abuso di benzodiazepine, creando valanghe di dipendenti.” Il Tavor è un ottimo farmaco per gli attacchi di ansia acuta, se domani devi subire un’operazione e non riesci a dormire va benissimo ma non è indicato per curare la depressione o gli attacchi di panico (da aereo, per esempio). Adesso che l’antidepressivo per eccellenza, il Prozac, è entrato nella fascia di farmaci a carico del servizio sanitario nazionale, è partito il tam tam dei pazienti che, consigliati, come per il Tavor, dalla portiera, dalla cognata o dal collega, ne richedono la prescrizione. ”Non dimentichiamo”, dice lo psichiatra Luigi Cancrini, ”che le medicine sono prodotti da vendere e che le case farmaceutiche puntano molto per abbassare la soglia di resistenza dei medici.” Chi beve o si buca è un soggetto pericoloso, chi non riesce a stare senza Tavor è un cittadino inappuntabile, anche se una ricerca ha rivelato che ci vogliono cinque settimane per uscire dalla dipendenza. ”Il Tavor ha un’immagine pulita - prosegue Cancrini - non è particolarmente ambito dai tossicodipendenti perché non ha un effetto immediato come per esempio il Roipnol che, associato con l’alcol, procura il falsh.” I francesi battono gli italiani in fatto di psicofarmaci e inaspettatamente i Paesi latini ne fanno maggior uso di quelli nordici.