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 2000  aprile 07 Venerdì calendario

Veron tenta di passare per italiano

Veron. Silverio Piro, magistrato di Roma, indaga sul calciatore argentino della Lazio Juan Sebastian Veron: ogni squadra del campionato di calcio italiano non puo’ schierare più di tre extracomunitari per partita, da quì l’abitudine dei club di cercare nonni, bisnonni e trisavoli dei loro stranieri, in genere sudamericani, per farli diventare "naturalizzati" ed aver più libertà di scelta nel fare la formazione. Secondo Fiorenza Sarzanini del ’’Messaggero’’ (7 aprile), per quanto riguarda Veron le cose sarebbero andate così: ’’La scorsa estate sono stati chiesti al comune di La Plata, in Argentina, i documenti relativi agli antenati di Veron. Tra loro c’era un lontano parente della madre, Ireneo Portela, argentino doc. E’ questo il nome che si è deciso di sostituire. Il 26 agosto qualcuno si è presentato al comune di Fagnano Castello (provincia di Cosenza) e ha chiesto il certificato di nascita di Giuseppe Porcella, nato nel 1870 ed emigrato qualche tempo dopo a Buenos Aires. Un emerito sconosciuto che non ha alcuna parentela col calciatore. Nel documento c’è scritto che il cognome potrebbe essere "Porcella" o "Portella" e tanto è bastato per effettuare la sostituzione. Al comune di La Plata Giuseppe Porcella è così diventato Josè Portela, trisavolo di Juan Sebastian Veron. Questo certificato è stato portato al Comune di Roma che il 2 settembre 1999 ha concesso la cittadinanza italiana al calciatore’’. Adesso spetta al magistrato stabilire chi ha realizzato il falso: Veron? Il suo procuratore Gustavo Moscardi? Il direttore sportivo della Lazio Felice Pulici? Settimio Ruggiero, impiegato del Comune che ha rilasciato il certificato, dice che non sapeva a cosa servisse e che comunque non ricorda a chi lo ha consegnato ("ci chiedono centinaia di certificati dall’Argentina e dal Brasile"). La Lazio può essere accusata di responsabilità oggettiva, ma se dimostra di esser stata truffata viene assolta. Rischia di più il calciatore. In teoria, la Lazio potrebbe esser penalizzata di un punto per ogni partita (sono 22) in cui, contando Veron, ha giocato con quattro extracomunitari invece che con tre. Per ciò che riguarda la sconfitta a tavolino, c’è una prescrizione piuttosto breve, al momento rischia solo per le vittorie con Roma e Juventus, ma può darsi che le sei squadre che da qui alla fine del campionato affronteranno i biancocelesti siano tentate di far ricorso nel caso in cui l’allenatore della Lazio continui a far la formazione considerando Veron comunitario. La cautela di magistrati e giornalisti è anche dovuta al fatto che la società romana è quotata in borsa. Piero Mei sul "Messaggero" del 7 aprile: "Ci saranno azionisti anonimi che pagheranno di tasca loro per una colpa che nessuno ha, men che meno loro".