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 2000  aprile 02 Domenica calendario

Ignazio Silone era una spia?

Polemiche tra gli storici italiani dopo la pubblicazione del saggio L’informatore: Silone, i comunisti e la polizia di Dario Biocca e Mauro Canali, nel quale si sostiene, sulla base di documenti d’archivio, che lo scrittore abruzzese Ignazio Silone fu per un certo tempo una spia dell’Ovra, la polizia segreta fascista. Contrario alla tesi Indro Montanelli, che preferisce affidarsi al suo istinto piuttosto che alle carte: «Biocca e Canali sono dei ragazzotti che non hanno vissuto quegli anni, parlano di cose che non sanno, che non hanno visto. I documenti da soli non dicono assolutamente nulla. Cercano di ricroprire di fango una persona che non hanno conosciuto [...] Silone fu per noi, e almeno per me un punto di riferimento morale, una lezione, un esempio. Vorrei capire come un uomo di quella stazza, capace di una confessione come la sua ”Uscita”, abbia potuto ingannarmi. E questo, non c’è barba di documento che possa spiegarcelo». Dalla parte di Montanelli Gaetano Arfè e Giuseppe Tamburrano. Arfè: «C’è un uso scandalistico della storia, volto a demolire tutto e tutti. Io non credo a Silone spia perché l’ho conosciuto di persona, e so ad esempio che si adoperò per salvare Nenni e Saragat dalle rappresaglie fasciste. I documenti? Possono essere autentici eppure non veritieri, perché disinformati o manipolati a scopi di parte». Tamburrano: «Per Silone non esiste neanche l’ombra di un documento che provi la sua attività spionistica». Ernesto Galli della Loggia difende invece la serietà dell’indagine su Silone e la libertà di ricerca senza condizionamenti: «Gli storici dovrebbero fare [...] come Dario Biocca e Mauro Canali, ovvero esercitare tutto il loro scrupolo di studiosi nella ricerca di sempre nuovi riscontri, fino al punto di togliere ogni dubbi anche a chi, come noi pure, ha sempre avuto il culto di Ignazio Silone». Sempre Galli della Loggia confuta la teoria di Montanelli secondo il quale se Togliatti (ministro della Giustizia incaricato dell’epurazione subito dopo la Liberazione) avesse avuto tra le mani le prove del tradimento di Silone le avrebbe sicuramente rese pubbliche: «Tra mettere alla gogna un antico avversario come Silone, da un lato, o salvare la propria reputazione agli occhi di Mosca, cosa avrebbe scelto il ”Migliore” secondo Montanelli?». Piero Melograni, autore della prefazione al saggio su Silone, su ”La stanza” del 5 aprile: «Da sempre i migliori storici si sono serviti dei documenti e non delle ideologie o delle passioni. Per quanto i documenti possano disturbarci, è con essi che dobbiamo tentare di ricostruire la memoria storica» (Caterina Soffici, il Giornale 02/04/2000;  Indro Montanelli, Corriere della Sera 03/04/2000;  Ernesto Galli della Loggia, Corriere della Sera 05/04/2000; Dario Fertilio, Corriere della Sera 06/05/2000)