1 ottobre 2014
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Biografia di Filippo Taddei
• Bologna 1976. Economista. Responsabile economico del Pd.
• Laura in Economia all’Università di Bologna («sono un figlio dell’istruzione pubblica»), dottorato alla Columbia University, professore di Macroeconomia alla John Hopkins University. «Andai via dall’Italia nel 2000: poi sette anni a New York (due delle mie tre bambine sono cittadine americane), quindi sono tornato per insegnare al Collegio Carlo Alberto di Torino. Mai avuto un contratto a tempo indeterminato, sempre stato con un Co.Co.Pro.: direi che sono un prodotto della flessibilità sana» (a Fabrizio Roncone) [Style 10/10/2014].
• «“Questo è bravo!”, esclamò ammirato Matteo Renzi la prima volta che lo sentì parlare. Una benedizione pubblica dal pulpito privilegiato, il palco della Leopolda. Lo sconosciuto ragazzone di Bologna aveva appena concluso il suo intervento, come parola-chiave da rottamare aveva scelto “il mito dell’anzianità”: “Il mito ha generato una sua retorica, la pazienza, a chi è giovane in Italia non si offrono riforme, si chiede di aspettare...”. Era il 6 novembre 2010 (…) È la scelta più sorprendente di Renzi, quella che le riassume tutte, il nuovo responsabile economia del Pd, voluto dal sindaco-segretario nonostante la candidatura del professore alle primarie nella lista dell’amico Civati, fili che tornano a intrecciarsi» (Marco Damilano) [Esp 13/12/2013].
• «La mia prima esperienza politica è stata nei comitati di Romano Prodi, tra il 1995 e il 1996. Avevo diciannove anni, ricordo l’entusiasmo di quella campagna elettorale ma anche i risultati del primo governo dell’Ulivo, le proposte della commissione Onofri sullo Stato sociale mai realizzate e ancora oggi insuperate, l’euro che è stata una grande conquista del centro-sinistra e che oggi va tutelata, protetta».
• Lo classificano come liberista di sinistra per i suoi dialoghi con il gruppo Noise from Amerika di Michele Boldrin e Alberto Bisin, ma lui non condivide la definizione: «Liberista di sinistra, socialdemocratico riformista, sono tutte etichette che non vogliono dire nulla. Destra e sinistra, queste sì valgono, e lì sono schierato».• Nel dicembre 2013 è stato bocciato all’esame per l’abilitazione da professore associato in politica economica (su 417 candidati, i promossi furono quasi 300).
• Sposato, tre figlie.