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 2014  maggio 10 Sabato calendario


Biografia di David Lloyd George

Manchester 17 gennaio 1863 - Llanystumdwy (Galles) 26 marzo 1945. Politico britannico (liberale). Primo ministro nel corso della Prima guerra mondiale (1916-22), ricordato da molti come «l’uomo che vinse la guerra». Cancelliere dello Scacchiere (1908-15), autore di importanti riforme sociali. Deputato ai Comuni per 54 anni (1890-1944).
• Di famiglia gallese, aveva perso il padre, insegnante elementare, quando aveva solo un anno. Cresciuto con il sostegno dello zio materno, fervente liberale che aveva strappato la famiglia dalla soglia della povertà, era stato poi avviato da lui agli studi legali. A 27 anni l’ingresso ai Comuni, prima tappa di una rapida ascesa. Presidente del Board of Trade nel ministero Campbell-Bannerman (1905), nel 1908 divenne cancelliere dello Scacchiere con Asquith primo ministro. La sua legge di bilancio del 1909, che colpiva fiscalmente grandi proprietari, monopoli e beni di lusso per finanziare le riforme del welfare e il riarmo navale, fu la prima causa del grave conflitto costituzionale che si aprì con la Camera alta, contraria al provvedimento (il Parliament Act del 1911 avrebbe poi drasticamente limitato il potere di veto dei Lord). Vinta la battaglia con i Pari e visto confermato alle elezioni il consenso ai liberali, fu il principale artefice del grande progetto di riforma del welfare che introdusse le assicurazioni sociali e i sussidi di disoccupazione.
• All’inizio della Prima guerra mondiale ministro delle Munizioni (maggio 1915-luglio 1916) e segretario di Stato per la Guerra (giugno-dicembre 1916) nel governo di coalizione, sempre con Asquith premier. Poi, in disaccordo con il primo ministro sulla condotta della guerra, con l’appoggio dei conservatori lo spinse alle dimissioni e ne prese il posto alla guida di un nuovo governo di coalizione (sostenuto dai conservatori e da una parte di liberali e laburisti) il 7 dicembre 1916. La mossa causò una spaccatura all’interno del partito che non fu mai interamente rimarginata. Audace e aggressivo leader politico di guerra, però attento ai costi umani del conflitto, non entrò mai in sintonia fino in fondo con il comandante in capo britannico, Douglas Haig, anzi perse progressivamente fiducia in lui e nella possibilità (predicata invece dai generali come necessaria) di vincere la guerra sul fronte occidentale. Favorì le campagne su altri fronti, primo fra tutti quello mediorientale. Riuscì, caldeggiando l’istituzione di un comando supremo interalleato (affidato al generale francese Foch), a limitare di fatto il potere dei suoi generali senza ricorrere a soluzioni di rottura. Alla Conferenza di pace di Parigi mediò tra le intransigenti richieste francesi e gli idealistici propositi wilsoniani, ma rimase deluso dal trattato • Confermata la coalizione di governo dal voto popolare (dicembre 1918), nel dopoguerra promosse un altro vasto programma di riforme sociali e riuscì a porre termine alla rivolta che dal 1919 insanguinava l’Irlanda concedendo all’isola l’indipendenza. Il che costò l’uscita dei conservatori dalla coalizione e nuove elezioni, in cui però i liberali persero e si ritrovarono terzo partito. Da allora appoggiò i laburisti, tornando a proporre ampi programmi di riforme.
• Energia, grande eloquenza, abilità politica. Con queste qualità si mise in luce e diventò popolarissimo tra gli anni del conflitto e l’immediato dopoguerra.
• Fama di gran donnaiolo. Morta nel 1941 la moglie Margaret, cui era comunque legatissimo, nel 1943, a ottant’anni, sposò la segretaria e amante (da una trentina d’anni) Frances Stevenson. I cinque figli non approvarono la decisione.