16 luglio 1984
Buscetta torna in Italia
• Tommaso Buscetta, il boss mafioso estradato dal Brasile arriva a Fiumicino. Pare che qualche giorno fa abbia tentato suicidio (aveva ingerito alcuni barbiturici) non è quindi servito al potente capocosca per evitare il provvedimento.
• Durante la trasferta, don Masino ha mangiato e dormito regolarmente e non ha avuto bisogno di tranquillanti o sedativi.
• Un medico militare italiano lo ha assistito somministrandogli alcuni antibiotici, una cura necessaria dopo che il boss, per ritardare l’estradizione ha ingerito stricnina.
• Misure di sicurezza presa a Fiumicino per lo sbarco di don Masino: tiratori scelti appostati sui tetti dell’aeroporto; veivolo circondato da agenti armati e con giubbotti antiproiettile; elicottero della polizia per il controllo dall’alto del trasferimento.
• Due funzionari in borghese lo hanno scortato mentre scendeva dall’aereo (in mano al boss un plaid di lana) e lo hanno caricato su un’Alfetta blindata della squadra mobile romana che, a sirene spiegate, ha raggiunto la questura. • Claudio Gerino su Rep: «In questura, dopo le formalità di rito, don Masino è stato subito rinchiuso in una delle ultime celle della sezione di sicurezza della questura, lontano dagli altri arrestati; guardato a vista da agenti della squadra mobile ed un medico militare è sempre rimasto a disposizione per eventuali emergenze. Don Masino non ha potuto parlare con nessuno, nemmeno con chi, nella giornata, gli ha consegnato i pasti, tutti accuratamente controllati, per evitare tentativi di avvelenamento. Il boss della droga è stato messo». [Claudio Gerino, Rep. 17/7/1984]