La Gazzetta dello Sport, 17 ottobre 2007
Ci sono un sacco di automobilisti ubriachi che sulle strade ammazzano vecchi o bambini...• Gli ultimi casi?Ieri niente
Ci sono un sacco di automobilisti ubriachi che sulle strade ammazzano vecchi o bambini...
• Gli ultimi casi?Ieri niente. Ma tra sabato e martedì ci sono stati quattro incidenti con morti, in vari punti d’Italia, e in tutti e quattro i casi il guidatore o la guidatrice erano ubriachi o sotto l’effetto della coca o tutt’e due le cose. A Pescara, la russa che ha ammazzato Lorenza Mucci aveva solo il foglio rosa - quindi avrebbe dovuto avere qualcuno vicino -, aveva bevuto sette volte più del consentito, è andata a prendere la sua vittima su una strada chiusa al traffico da transenne. L’hanno accusata di omicidio colposo, guida in stato di ebbrezza e omissione di soccorso, perché dopo l’incidente è scappata. L’hanno messa in carcere, ma vedrà che oggi esce.
• Già, la gente è furibonda soprattutto per il fatto che questi qui vengono subito liberati.
Il camionista di 70 anni che sulla via Emilia ha ammazzato il cinquantenne Valter Corghi, un ciclista di Reggio, è risultato positivo all’etilometro. Denunciato a piede libero. Quello che a Marigliano, vicino a Napoli, lunedì sera, ha investito una Passat dove c’era una madre con un bambino di dieci mesi (il piccolo è morto, la madre è in coma, un fratellino di quattro anni e il padre hanno parecchie ossa rotte), è stato anche lui denunciato a piede libero. L’unico dentro è Rodolfo Bonavolta, di 33 anni, l’agente immobiliare di Firenze che per evitare un alt intimatogli da un carabiniere s’è messo a correre come un pazzo ed è andato a schiantarsi contro un’utilitaria con tre signore anziane. Era a bordo di un Suv e ne ha uccisa una. Non solo aveva bevuto, era pure zeppo di coca. Non resterà molto in cella, è sicuro.
• Perché?
Perché escono tutti. I due ragazzi che, andando in moto, hanno tolto la vita a un bambino di tre anni sono tornati liberi. Lo zingaro che ad Appignano, vicino ad Ascoli Piceno, ha fatto una strage di adolescenti guidando ubriaco (quattro ragazzi di 15-16 anni morti) è stato condannato a sei anni e sei mesi, ma li sconta agli arresti domiciliari. L’hanno fotografato che prende beatamente il sole in terrazza. La gente gli tira bombe-carta e c’è quasi sempre un gruppetto che si augura di vederlo uscire per farlo a pezzi. Sono gli effetti di una giustizia che non viene percepita come giusta.
• Che si può fare?
Si intrecciano varie questioni. Per gli automobilisti ubriachi, palesemente colpevoli, ma che vengono subito rimessi in libertà, c’è la solita questione che impedisce la carcerazione preventiva: l’imputato che non può inquinare le prove, non può fuggire e non ripeterà il reato non deve star dentro. I giudici potrebbero supporre che uno che s’è messo al volante ubriaco, prima o poi ci riproverà. Ma questa supposizione non è ancora sufficiente, anche se la recidiva è frequente: a Corrado Avaro, che a luglio ha ucciso una ragazza di 16 anni perché guidava avendo bevuto troppo, era già stata ritirata la patente tre volte, e sempre perché trovato al volante in stato di ubriachezza. Fino al momento della condanna definitiva, poi, nessuno è colpevole. Dunque, i parenti di un poveretto o di una poveretta ammazzata in questo modo devono aspettare molti anni per vedere il reo condannato. E quasi mai la condanna viene poi scontata. Ora, in tutto questo c’è da un lato la concezione del reato come frutto di una responsabilità che trascende l’individuo e riguarda tutta la società. Chi guida ubriaco - si sostiene - è infelice, è oppresso da una società che lo sfrutta, i valori che gli sono stati conculcati sono infimi, eccetera. Questo approccio culturale attenua fin quasi a zero la responsabilità della persona e la rende assolvibile quasi in ogni circostanza. La pena ha in questo contesto funzione esclusivamente rieducativa e mai punitiva. Ma un elemento di punizione, una sanzione in quanto tale, in realtà ci vuole sempre, altrimenti la percezione dei cittadini è che la giustizia non venga amministrata. questo che muove all’indignazione e di cui si dovrà cominciare a tenere conto: rieducare va bene, ma la responsabilità individuale, la colpa esistono. Altrimenti il sentimento generale sarà quello di vivere in una società ingiusta.
• Mi pareva che lei volesse dire che c’è anche un altro aspetto della questione.
Certo. Le lobbies dell’alcol e delle discoteche impediscono qualunque giro di vite. Questo governo s’è visto bocciare dal Parlamento la norma che prevedeva la confisca del veicolo per chi guidava in stato di ebbrezza. La sanzione, hanno stabilito Camera e Senato, non può andare oltre una confisca del mezzo temporanea, per soli tre mesi. Deputati e senatori devono avere qualche convenienza a insistere con la linea morbida, altrimenti non si spiega.