Roberto Raja, 11 febbraio 1918
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Raid di D’Annunzio nella baia di Buccari
• Baia di Buccari (mare Adriatico, attuale Croazia) – Raid di tre Mas (motoscafi armati siluranti) italiani nella baia austriaca di Buccari dove, secondo le informazioni dello spionaggio, dovrebbero essere ormeggiate unità nemiche sia mercantili sia militari. Sul Mas di Luigi Rizzo ci sono anche il capitano di fregata Costanzo Ciano e Gabriele D’Annunzio. Elusa la sorveglianza austriaca e giunti a distanza di tiro, all’1.20 i tre Mas lanciano i loro sei siluri contro tre piroscafi da carico e uno passeggeri. Forse a causa delle reti antisiluranti, solo uno dei siluri esplode, ma non fa danni.
• I tre motoscafi riguadagnano il largo dopo aver lasciato nelle acque della baia alcune bottiglie con un messaggio scritto da D’Annunzio: «In onta alla cautissima flotta austriaca occupata a covare senza fine dentro i porti sicuri la gloriuzza di Lissa, sono venuti col ferro e col fuoco a scuotere la prudenza nel suo più comodo rifugio i marinai d’Italia, che si ridono d’ogni sorta di reti e di sbarre, pronti sempre a osare l’inosabile. E un buon compagno, ben noto – il nemico capitale, fra tutti i nemici il nemicissimo, quello di Pola e di Cattaro – è venuto con loro a beffarsi della taglia». Da qui il nome di “beffa di Buccari” dato all’azione che, sia pur priva di effetti concreti, avrà per il suo ardire una grande risonanza in Italia.