Roberto Raja, 8 gennaio 1918
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La pace di Wilson in 14 punti
• Washington – Il presidente americano Woodrow Wilson espone davanti al Congresso un piano di pace per l’Europa in quattordici punti. In sintesi: 1) Trattati internazionali non più segreti, con una diplomazia che «proceda con franchezza e sotto gli occhi di tutti» (una sconfessione degli accordi segreti tra le potenze – compreso il Patto di Londra – che hanno caratterizzato la politica estera degli ultimi decenni). 2) Libertà di navigazione sui mari. 3) Abolizione delle barriere economiche e «uguali condizioni per il commercio per tutte le nazioni che acconsentano alla pace». 4) Scambio di efficaci garanzie per la riduzione degli armamenti. 5) Regolamento di tutte le rivendicazioni coloniali fondato sul principio che «gli interessi delle popolazioni autoctone abbiano lo stesso peso delle ragionevoli richieste dei governi, di cui deve essere stabilito il titolo di sovranità». 6) Evacuazione di tutti i territori russi (da parte della Germania) e amicizia nei confronti della Russia «qualsiasi forma di governo essa abbia scelto». 7) Liberazione del Belgio e reintegro del paese nei suoi confini. 8) Liberazione del territorio della Francia invaso e riparazione del torto arrecato alla Francia dalla Prussia nel 1871 in Alsazia-Lorena. 9) Rettifica delle frontiere italiane secondo le linee di demarcazione chiaramente riconoscibili tra le nazionalità (concedendo quindi all’Italia la provincia austriaca del Sud Tirolo). 10) «La più ampia possibilità di sviluppo autonomo» per i popoli dell’Austria-Ungheria. 11) Liberazione e ricostituzione degli Stati di Romania, Serbia e Montenegro. «Libero e sicuro accesso al mare» per la Serbia. 12) Garanzia di una sicura sovranità alle componenti turche dell’Impero ottomano, diritto a uno «sviluppo autonomo e senza ostacoli» per le altre nazionalità ora sotto il giogo turco. 13) Creazione di uno Stato polacco «unitario, indipendente… con un libero e indipendente accesso al mare». 14) Creazione di una «società generale» delle nazioni, con lo scopo di garantire l’indipendenza politica e l’integrità territoriale a «tutti gli Stati, grandi e piccoli».
• I quattordici punti di Wilson non soddisfano tutte le aspettative: cechi e slovacchi notano che non si parla di indipendenza, per i popoli dell’Impero austro-ungarico, ma di «sviluppo autonomo»; gli slavi meridionali non trovano alcun cenno alle loro aspirazioni a uno Stato unitario; l’Italia vede implicitamente bocciate le sue richieste sull’Istria e la Dalmazia.