Roberto Raja, 25 ottobre 1917
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Si arrendono perché sopraffatti dal nemico
• Sul fronte dell’Isonzo i combattimenti continuano, ma alla sera la XIV armata austro-tedesca ha il controllo del triangolo isontino (che ha come vertici Plezzo, Saga e, passando per Caporetto, Tolmino) e della catena montuosa che domina la pianura e dalla stretta di Saga minaccia l’alto Tagliamento. «Va comunque precisato che non esiste alcuna documentazione o testimonianza che uno o più reparti si arrendessero per tradimento o perché rifiutassero di combattere: crollarono perché sopraffatti dall’efficacia degli attacchi o sorpresi su posizioni infelici, per la mancanza di ordini e il collasso di tutta l’organizzazione difensiva» [B].
• Nuovo telegramma di Cadorna al governo in serata: «Circa dieci reggimenti arresisi in massa senza combattere. Vedo delinearsi un disastro, contro il quale combatterò fino all’ultimo». Il comandante supremo ordina la ritirata generale, poi ci ripensa e ordina la resistenza a oltranza sulla linea Monte Maggiore-Korada.
• Il generale Luigi Capello lascia il comando della II armata per un riacutizzarsi della nefrite. Gli succede il generale Luca Montuori.