Roberto Raja, 23 ottobre 1917
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Preparativi in gran segreto, ma l’Italia qualcosa sa
• I cannoni sono stati fatti affluire nei giorni precedenti senza l’ausilio di macchine, la fanteria ha raggiunto le posizioni con una serie di marce notturne, anch’essa senza impiegare veicoli. Il servizio informazioni italiano ha comunque notato qualche movimento di truppe sospetto e ne ha informato Cadorna. Altre segnalazioni sono giunte da alcuni disertori dell’esercito austro-ungarico. All’una del pomeriggio è stata intercettata una comunicazione tedesca che fissa nelle due antimeridiane del giorno dopo l’attacco. Alle 14 Cadorna ha riunito i generali: sono stati d’accordo nell’ipotizzare un rinvio dell’attacco nemico a causa del maltempo.
• La XIV armata è costituita da sette divisioni tedesche e sei austriache. Quelle tedesche, i rinforzi chiesti dall’Austria dopo l’undicesima battaglia dell’Isonzo, sono state scelte con cura: ci sono fra l’altro la 117a, forte di una lunga esperienza di guerra di montagna nei Carpazi, la 200a, che comprende anche truppe sciatrici, e il famoso Alpenkorps, una divisione di montagna bavarese. Solo quattro divisioni italiane sono a difesa del tratto minacciato.
• Nel complesso, per quella che si appresta a essere la dodicesima battaglia dell’Isonzo si affrontano 35 divisioni degli imperi centrali e 34 italiane (25 della II armata di Capello e 9 della III armata del duca d’Aosta, alle quali andrebbero aggiunte le 9 della riserva del Comando supremo).