Roberto Raja, 15 marzo 1917
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Premono anche i generali, Nicola II abdica
• Pskov (Russia) – Insieme al generale Ruzskij, comandante del fronte settentrionale, lo zar Nicola II è fermo a Pskov sul treno che dovrebbe portarlo a Pietrogrado: le stazioni sulla linea che conduce alla capitale sono bloccate dai rivoluzionari. Nel primo pomeriggio il generale Ruzskij gli consegna i telegrammi con cui i generali russi, sollecitati in mattinata dal comandante in capo Mikhail Alekseev, lo invitano ad abdicare per salvare la monarchia e permettere alla Russia di continuare a combattere. Lo zar poco dopo telegrafa ad Alekseev: «In nome del benessere, della tranquillità e della salvezza della mia amatissima Russia sono pronto a rinunciare al trono in favore di mio figlio. Chiedo a tutti di servirlo sinceramente e lealmente». Poi, dopo un ultimo ripensamento, nel suo vagone privato, alla presenza di due deputati della Duma, Nicola II firma l’atto di abdicazione, a favore non del figlio ma del fratello, il granduca Michele. «Una penosa sensazione – scrive in serata nel diario – mi sento un sopravvissuto. Attorno a me tradimento, viltà e inganno».