Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1915  maggio 24 Lunedì calendario

Il teatro della guerra italiana

• «Il teatro della guerra italiana si può dividere in tre parti: il saliente trentino, Cadore e Carnia, la valle dell’Isonzo. Il Trentino (allora austriaco) si protendeva come un cuneo tra la Lombardia e il Veneto. Costituiva una minaccia permanente per un’offensiva italiana in direzione di Trieste, che si trovava esposta a un attacco austriaco alle spalle. Eliminare questa minaccia era però quanto mai difficile: il confine lungo il saliente era tutto montuoso, su posizioni favorevoli agli austriaci e ben fortificate. (…) Anche in Cadore e in Carnia il fronte, che correva lungo la displuviale delle Alpi, era montuoso e quasi sempre ben fortificato. (…) Era la geografia a indirizzare lo sforzo offensivo italiano sul fronte dell’Isonzo. Da Tolmino al mare la catena delle Alpi cedeva il passo a una serie di bassi altipiani, che favorivano la difesa, ma permettevano anche un attacco in forza. (…) Al di là si aprivano obiettivi politico-strategici di assoluto rilievo: Trieste, poi la pianura di Lubiana e, in prospettiva, Vienna» [B]. Sul fronte dell’Isonzo l’Italia schiera la II armata, comandata dal generale Pietro Frugoni, e la III, guidata dal duca d’Aosta.
• Luigi Cadorna è il capo di stato maggiore, di fatto il comandante in capo (titolo che formalmente appartiene a Vittorio Emanuele III) delle forze armate italiane. Il Comando supremo delle operazioni militari è insediato a Udine.