Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1915  maggio 13 Giovedì calendario

Salandra si dimette, D’Annunzio arringa la folla

Roma – Il presidente del Consiglio Antonio Salandra presenta le dimissioni del governo al re, «considerando che intorno alle direttive del governo nella politica internazionale manca il concorde consenso dei partiti costituzionali».
• «Compagni, non è più tempo di parlare ma di fare; non è più tempo di concioni ma di azioni, e di azioni romane. […] Ogni eccesso della forza è lecito, se vale a impedire che la Patria si perda. Voi dovete impedire che un pugno di ruffiani e di frodatori riesca a imbrattare e a perdere l’Italia» (Gabriele D’Annunzio, dall’Arringa al popolo di Roma in tumulto).