27 novembre 1990
Massacro di mafia a Gela
• Massacro di mafia a Gela, otto morti, altre due vittime a Trapani: Pachino Incardona, 33, e Luigi Bianco, di 35. Il secondo agguato è stato teso al macellaio Francesco Rinzirillo, 45 anni, che stava uscendo dal negozio di un amico in via Venezia. Subito dopo è caduto, crivellato da colpi di pistola, il fruttivendolo Nunzio Scerra, in via Tevere, 300 metri più in là. Nella sala giochi hanno sparato in tre: giovani, con impermeabili, arrivati con una Fiat Uno e una motocicletta. Le strade si sono subito svuotate. Polizia e carabinieri si sono lanciati all’inseguimento dei killer, intercettati a Comiso dove però, sparando appena visto il posto di blocco, sono sfuggiti alla cattura. Nell’ospedale di Gela le sale operatorie hanno accolto i feriti. Tre sono in gravissime condizioni. Gli investigatori hanno pochi dubbi: è stato un crudele avvertimento al boss Madonia. Giuseppe Rinzirillo era considerato un fedelissimo del boss catanese che negli Anni Settanta si trasferì a Gela per organizzare la base operativa per traffici di droga, racket e pesanti interferenze nella gestione degli appalti pubblici.