18 novembre 1991
Cossiga minaccia di impedire una seduta del CSM
• Il presidente della Repubblica Cossiga minaccia di impedire, facendo intervenire la forza pubblica, una seduta del Consiglio superiore della magistratura. Scrive in una lettera al vicepresidente del Csm, Giovanni Galloni: «Confermo il mio giudizio sulla assoluta incompetenza del Csm ad esaminare, discutere e deliberare su le materie e gli oggetti alla cui iscrizione all’ordine del giorno avevo negato il mio assenso e considero i comportamenti posti in essere illegali e in contrasto con la Costituzione e le leggi». Il capo dello Stato ha così cancellato la seduta di mercoledì prossimo e ha messo in discussione anche quella del giorno successivo, a meno che i consiglieri non diano un assenso preventivo su due proposte che vengono avanzate nella lettera: quella di ricorrere al giudizio del Parlamento, che Cossiga investirà quanto prima della vicenda con un messaggio presidenziale, e quella di ricorrere al giudizio della Corte Costituzionale.