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 1992  luglio 10 Venerdì calendario

Il governo vara una manovra economica da 30.000 miliardi

• Giovanni Goria ha appena presentato il conto agli italiani. Sono tasse per 15.200 miliardi, 11.200 dei quali con una maxi patrimoniale su case e ricchezza finanziaria liquida, conti correnti e depositi postali. «In media 150.200 mila lire per gli immobili e 6 mila per ogni milione che il cittadino ha sul conto corrente. Non è un sacrificio insostenibile», dice il ministro delle Finanze dopo la lunga maratona di palazzo Chigi. Otto ore di riunione per decidere 30 mila miliardi di nuove entrate e tagli di spesa e sostituire in corsa quell’ addizionale Irpef «affondata» dai sindacati nella lunga notte della vigilia. Il governo punta ad arginare il deficit al di sotto dei 152 mila miliardi registrati l’anno scorso. Le spese saranno bloccate per 7.500 miliardi con un freno ai trasferimenti, ai mutui per gli investimenti locali, una sforbiciata per la Difesa (900 miliardi) e un aumento dello 0,8% delle aliquote contributive per i lavoratori dipendenti e dell’1% per i lavoratori autonomi. Altri 7500 miliardi verranno da privatizzazioni, un obiettivo più realistico dei 15 mila previsti dalla Finanziaria ‘92. I bolli raddoppiano per patenti, passaporti, concessioni governative. L’aumento parte dal 1 gennaio ‘92: i cittadini dovranno quindi pagare le integrazioni. Niente tassa per i telefonini ma aumenta dello 0,5% il canone di concessione tra poste e Sip. Dai rincari il Fisco incamererà tremila miliardi. Il «catasto elettrico». Almeno 1.000 miliardi dovrebbe fruttare all’Erario il nuovo «catasto elettrico» con il quale l’amministrazione finanziaria tenterà di dare un giro di vite all’evasione fiscale.