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 2013  dicembre 18 Mercoledì calendario


Biografia di Mauro Ferrari

• Udine 7 luglio 1959. Scienziato. Esperto di bioingegneria e di nanotecnologie biomediche. Laurea in Matematica a Padova, da vent’anni negli Stati Uniti. Presidente e amministratore delegato del Methodist Hospital Research Institute a Houston, in Texas.
• «Per averlo gli hanno offerto il doppio dell’ingaggio di Zlatan Ibrahimovic, il calciatore più pagato della serie A. Per strappare Mauro Ferrari al National Cancer Institute di Bethesda (Washington), l’Università del Texas gli ha messo a disposizione 21 milioni di dollari da utilizzare per le sue ricerche sulle nanotecnologie utili a combattere il cancro. Investimento azzeccato. “Con la mia squadra di ricercatori nel giro di tre anni ho portato all’ateneo di Houston 50 milioni di dollari di finanziamenti ottenuti da sponsor. È l’equivalente di tremila posti di lavoro (...) Io la chiamo l’economia della conoscenza, quella che in Italia nessuno capisce”. I libri lo definiscono il padre della nanomedicina nel mondo, per il Paese è l’ennesimo cervello in fuga: “Tornare? Impossibile, mancanza di fondi per la ricerca e logiche troppo corporative non permettono di lavorare bene”. Alla guida del dipartimento di Ingegneria biomedica dell’Università del Texas e docente di Terapie sperimentali al Centro oncologico Anderson (il più importante degli Usa) (...) studia come scoprire i tumori al loro esordio con un semplice esame del sangue e come iniettare nanofarmaci intelligenti in grado di combattere le metastasi. È suo il progetto che nel 2030 dovrà garantire agli astronauti in missione su Marte di avere innestati nell’organismo chip in grado di rilasciare le medicine necessarie alla loro sopravvivenza» (Simona Ravizza) [Cds 4/12/2008].
• «Ha diretto per anni il programma federale americano per la cura del cancro attraverso le nanotecnologie e adesso guida il più grande centro mondiale del settore, localizzato a Houston (Texas), oltre ad aver registrato in vita sua una trentina di brevetti e fondato tre imprese biotecnologiche nella Silicon Valley e una nell’Ohio (...) dirige due riviste scientifiche e ricopre in varie università ben sette cattedre in materie che spaziano dalla medicina interna alla scienza dei materiali e dalla fisica all’ingegneria meccanica e all’ingegneria biomedica (...) Gli è pure capitato di vincere un premio intitolato allo scrittore di fantascienza Robert Heinlein, con in palio l’opportunità di eseguire nello spazio un esperimento in assenza di gravità» (Luigi Grassia) [Sta 24/11/2010].