5 settembre 2011
L’Italia deve mettere a posto i conti
• L’Italia sta dando un grande contributo al malessere generale. Il lettore deve farsi questo quadro della situazione: esistono fondi, banche eccetera molto potenti, che non credono alla possibilità che l’euro sopravviva, hanno scommesso sul suo fallimento, hanno quindi da guadagnare se effettivamente la moneta unica fallisse, e giocano quindi ad accelerarne la dissoluzione. Il modo per far saltare tutto è vendere l’Italia, perché il nostro paese è troppo grande per essere salvato dallo stesso tipo di manovre che hanno tenuto in piedi finora Grecia, Portogallo e Irlanda. L’Italia ha un solo modo per resistere a questo attacco e salvare se stessa e l’euro: far vedere che ha intenzione di mettere a posto i conti al più presto. “Mettere a posto i conti” significa due cose: diminuire il debito pubblico, prossimo ormai ai duemila miliardi di euro; far sì che le entrate superino le uscite, cioè che si spenda meno di quanto si incassa. I due obiettivi sono tra l’altro interconnessi: non si potrà diminuire il debito se non con un avanzo tra entrate e uscite. È chiaro che se si spende più di quello che si incassa il debito non potrà che salire. [Giorgio Dell’Arti, Vty 7/9/2011]