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 2011  agosto 29 Lunedì calendario

Manovra, scontro nella maggioranza

• Dovremmo dar conto della manovra che ci toglierà dalle tasche 45,5 miliardi di euro e confessiamo di non essere in grado. Il decreto arriverà in aula il 5-6 settembre, è stato emanato il 13 agosto e da allora a oggi è cambiato soprattutto il clima che lo circonda. All’inizio c’era grande allarme e una sensazione di grave emergenza perché il mercato non comprava più i nostri Buoni decennali del Tesoro (Btp) e il differenziale tra questi e i Bund tedeschi era schizzato a 400 punti, cioè dovevamo pagare il 4 per cento in più di interessi per farci prestare soldi. La Banca Centrale Europea (Trichet + Draghi) ci comunicò che avrebbe pensato lei a comprare i Btp e a sostenerne la quotazione, se noi avessimo messo a posto i nostri conti. Ipso facto: conferenza livida di Berlusconi e decreto da 45,5 miliardi. Da quel momento in poi però la maggioranza è andata via via rilassandosi, prendendo ad accapigliarsi su questa o su quella parte della manovra, vuoi per timore di perdere voti vuoi per sconfiggere su qualche punto qualificante l’avversario del momento. Ci troviamo quindi oggi nel più grande stato confusionale: Berlusconi vuole diminuire o azzerare l’impatto del cosiddetto contributo di solidarietà, la tassa del 5 e del 10 per cento riservata a chi guadagna più di 90 e 150 mila euro l’anno. Bossi esige che si dimezzino o si annullino i tagli ai trasferimenti agli enti locali, cioè ai soldi che da Roma vengono destinati a Comuni, Province e Regioni. Le due correzioni sarebbero possibili (forse) con un aumento dell’Iva di un punto, o magari di mezzo punto. Ma a questo si oppone Tremonti e con lui la Cisl e la Confcommercio. Calderoli ha allora inventato una patrimoniale sugli evasori: si prendono quelli che possiedono barche, auto, ville eccetera (il fisco li conosce) e si va a vedere quanto hanno pagato di tasse negli ultimi anni. Se i versamenti non sono coerenti con il loro patrimonio, li si stanga. Berlusconi ha già detto di no e l’esito politico di queste scazzottature continue è un indebolimento progressivo della coalizione che potrebbe portare persino alla crisi. Bossi pensa alle elezioni, ma anche alla propria sopravvivenza come leader del partito. La fronda è sempre più forte, Maroni sempre più prudentemente agguerrito. [Giorgio Dell’Arti, Vty 31/8/2011] [vedi anche le notizie del 13 agosto 2011]