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 2011  agosto 21 Domenica calendario

Libia, i ribelli entrano a Tripoli

• I ribelli di Libia, aiutati dai bombardamenti Nato, sono entrati a Tripoli, la sera alle 10 erano nella centrale Piazza Verde, quella da cui Gheddafi arringava la folla. Le truppe del rais controllano ancora il 15-20% della capitale, ma il cosiddetto anello d’acciaio, che avrebbe dovuto difendere la capitale strada per strada, anzi metro per metro, non s’è praticamente visto. Gli uomini del Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt) hanno preso il cuore della città quasi senza colpo ferire. Sui computer delle redazioni arrivavano intanto foto e video di gente in festa, danze per le strade, grida di gioia. Avevamo però visto scene non troppo diverse, mesi fa, a sostegno del colonnello. I morti dell’ultima battaglia sono probabilmente 130-150 oppure, secondo valutazioni al momento un poco meno attendibili, 1.500-2.000. Le sorti della battaglia si sono rovesciate all’improvviso quando sono entrate in scena – chi sa perché solo ora – le tribù berbere dell’ovest. A quel punto Tripoli è risultata assediata da tre lati e non ha potuto resistere. I ribelli hanno catturato tre figli del raìs: Saif al-Islam, secondogenito ed erede designato; Saadi, che venne a suo tempo in Italia cercando di far fortuna come calciatore nel Perugia di Gaucci; e Mohammad, l’uomo che aveva in mano le telecomunicazioni del paese ed è infatti stato preso mentre era al telefono con al Jazeera, che ha potuto trasmettere quindi i momenti della cattura in diretta. Il tribunale attende tutti e tre. Mahmoud Jibril, capo ribelle, ha esortato pubblicamente alla clemenza: «Oggi che festeggiamo la vittoria, mi appello alla vostra coscienza e alla vostra responsabilità. Non vendicatevi, non saccheggiate, non prendetevela con gli stranieri, rispettate i prigionieri». I combattimenti continuano nella parte della città ancora sotto il controllo delle truppe lealiste. [Giorgio Dell’Arti, Vty 24/8/2011]