7 luglio 1998
Berlusconi condannato per corruzione
• Si è concluso alle 18.20, dopo 31 mesi di udienze, il «padre dei processi» contro Silvio Berlusconi. Quello per le tangenti alla Guardia di finanza. Quello che tre anni e mezzo fa, quando il leader di Forza Italia era presidente del Consiglio, gli valse il primo invito a comparire davanti al pool Mani pulite. «Colpevole», ha stabilito la settima sezione penale del tribunale milanese: e colpevole a tal punto, secondo i giudici, da indurli non solo a condannare lui a due anni e nove mesi di reclusione; ma addirittura ad assolvere con formula piena suo fratello Paolo, che pure si era assunto in prima persona la responsabilità di aver autorizzato quei pagamenti. Il reato di corruzione ammonta 380 milioni di tangenti versate ad altrettante pattuglie della Guardia di finanza tra l’‘89 e il ‘94: le prime tre (da un centinaio di milioni ciascuna) finalizzate ad ammorbidire verifiche fiscali sulle società Videotime, Mediolanum e Mondadori; la quarta, pagata solo in parte, destinata a sviare i controlli sulla effettiva proprietà di Telepiù.