29 agosto 2011
L’uragano Irene verso New York
• New York s’è sottoposta a una gigantesca operazione di autodifesa per far fronte all’uragano Irene, dapprima catastrofico poi via via che s’avvicinava alla grande metropoli derubricato in banale “tempesta” (venti a meno di 110 all’ora). Anche la banale tempesta ha provocato però danni notevoli: 18 morti (quasi tutti in incidenti stradali), 4,5 milioni di persone senza corrente, 370 mila evacuati, allagamenti dall’East River alla sponda di Manhattan del fiume Hudson, e poi a Brooklyn e nel Queens, 400 piante sradicate che hanno ostruito strade, distrutto auto parcheggiate e sfondato tetti. Trasporti pubblici e aeroporti hanno ripreso a funzionare a pieno regime solo martedì 30 agosto. Irene, che veniva dalla North Carolina, ha poi devastato anche Connecticut, Rhode Island, Massachussets. I danni ammonterebbero a un miliardo di dollari, o forse a 7 miliardi di dollari. Alcuni giudicano eccessive le misure precauzionali, ma lo slogan del sindaco Bloomberg era: «Prepararsi al peggio, sperare nel meglio». Tutto sommato – specie in confronto ai 1800 morti causati da Katrina a New Orleans nel 2005 - ha funzionato. [Giorgio Dell’Arti]