Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2013  agosto 12 Lunedì calendario


Biografia di Debora Serracchiani

• Roma 10 novembre 1970. Avvocato. Politico. Del Pd. Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia (dal 22 aprile 2013). Parlamentare europea dal 2009 al 2013. «Cosa mi manca per diventare leader del Pd? Baffi, barba e capelli bianchi».
• «Ha trascorso i primi venticinque anni di vita a Roma dov’è nata. Cresciuta in periferia (padre prima operaio, in seguito impiegato Alitalia), ha preso il diploma delle scuole tecniche, per poi laurearsi in Legge. Lavoretti saltuari come commessa, un soggiorno a Londra per la lingua e qualche soldo racimolato come baby sitter di un bimbo indiano. A Udine è arrivata nel 1995 al seguito di Riccardo, il fidanzato, pure lui romano, che nel capoluogo friulano ha una piccola impresa di telefonia. (…) All’inizio, si limita a fare l’avvocato per mantenersi e dare una mano a Riccardo. Ma lo studio in cui lavora – Businello, Virgilio, De Toma –, specialista in diritto del lavoro, è il consulente della Cgil e da sempre il salotto dell’intellighenzia di sinistra udinese. Così, la ragazzotta della periferia romana si sprovincializza in Friuli, appassionandosi alle tematiche dei sinceri democratici. È prima consigliere circoscrizionale, poi consigliere provinciale. Agli inizi, vuoi più per la formazione giuridica che per sacro fuoco giovanile, è piuttosto intollerante, cita di continuo il codice penale e dice spesso agli avversari “ci vedremo in tribunale”. Col tempo smette di dipietreggiare e la sua immagine cittadina si addolcisce. Diventa infatti popolare col soprannome di Pippi Calzelunghe per il gusto di andare in giro con le treccine a cornetto all’altezza delle orecchie» (Giancarlo Perna) [Grn 29/4/2013].
• Salita improvvisamente alle cronache per il suo intervento all’assemblea dei circoli del Pd, il 21 marzo 2009. «“E questa da dove esce?”. Quando Franceschini si gira verso il fido Alberto Losacco è ormai troppo tardi, Debora Serracchiani è un fiume in piena. Tant’è che anche il segretario smette di mangiare e comincia a battere le mani. Roma, sabato 21 marzo 2009, assemblea dei circoli del Pd. Tremila delegati del tanto citato, e poco ascoltato, “territorio”. Debora è la segretaria dei circoli di Udine (“la città dell’Udinese e della Snaidero, e la città che ha accolto Eluana Englaro”, puntualizza subito lei), 38 anni, avvocato del lavoro. Niente politica fino al 2006. Quando per la prima volta prende la tessera dei Ds. Ricorda vagamente Audrey Tautou, ed è probabilmente proprio grazie a quel visino alla “Amélie” che passa per innocua. Quando inizia a parlare nessuno la ascolta, Franceschini com’è detto, mangia. Lei chiede silenzio e parte con un discorso che se non le ha cambiato la vita politica prossima futura, l’ha fatta diventare una star del web. Il video con le sue parole è stato visto migliaia di volte su Internet, nascono gruppi di fans su Facebook con migliaia di iscritti. In dodici minuti di relazione a braccio, è stata interrotta trentacinque-volte-trentacinque da autentiche ovazioni, compresa quella di Franceschini che, mentre lei si scusa perché sta sforando il tempo concessole, la esorta: “Vai avanti, vai avanti!”. La botta di popolarità le piace un bel po’: “Non me l’aspettavo, non ero preparata. Ho saputo di andare a Roma solo il giorno prima e certo non credevo che avrei potuto parlare”. Parla a braccio perché “è lo stesso discorso che ho fatto a Udine”. Attacca Di Pietro “leader di un partito fai da te, personale e personalistico che nulla c’entra con il centrosinistra”. Primo boato. “La verità è che in questi pochi mesi di vita del Partito democratico ho avuto la netta impressione che l’appartenenza al nuovo partito fosse sentita molto di più dalla base che dai dirigenti”. Seconda ovazione. E dire che è timida, Debora. Ai primi applausi si gratta la testa imbarazzata mentre si guarda in giro, incredula. E mentre parla, le mani mordono nervose il polsino della giacca» (Marco Castelnuovo) [Sta 24/3/2009].
• Alle europee del 2009 prese in tutto 144.558 preferenze e fu la più votata in Friuli, superando anche Silvio Berlusconi.
• L’elezione a presidente del Friuli-Venezia Giulia è arrivata quasi a sorpresa, battendo per meno di duemila voti il presidente uscente, Renzo Tondo, candidato col centrodestra. «Dopo quello che è successo a Roma non ci contavo. Dal 25 di febbraio non sento nessuno del mio partito. Piacerebbe anche a me chiedere a Bersani perché lui non è riuscito a fare quello che noi abbiamo fatto qui».
• Dal giugno 2013 fa parte della segreteria di Guglielmo Epifani, composta da 15 membri che rappresentano le varie correnti del Pd (lei è renziana). Responsabile nazionale dei Trasporti e Infrastrutture del Pd, viene riconfermata anche a dicembre 2013 nella segreteria di Matteo Renzi.
• «Racchiude in sé tutti i paradossi del Partito democratico che registra numeri da record, sì, ma solo nell’unico caso in cui candida chi lo contesta (cioè lei). Debora che stravince nel Nord, dove il Pd straperde. È diventata la nuova Giovanna D’Arco del Pd, ma ancora nessuno sa se sarà lei il modello della nuova sintesi. Di sicuro, per ora, è lei l’antitesi del modello (partitocratico) che ha governato finora il Pd» (Luca Telese) [Grn 10/6/2009].
• «Per natura, è opportunista. Se moltiplica i volta­faccia, non prova a giustificarsi, ma liquida tutto con un’alzata di spalle. “Non bado al capello”, è il suo motto. Poiché è romana di nascita, i friulani ci vedono la paraventaggine tipica dei teverini. Indicativo il suo atteggiamento verso Renzi. Poiché il sindaco le sta sul gozzo, avendole rubato il ruolo rinnovatore che era il suo, per anni gli si è contrapposta. Da quando Bersani è in disgrazia però se ne mostra entusiasta. Non si sa mai. Infatti, nonostante l’aria indipendente, Debora è attentissima ai rapporti di forza. È sempre stata dalla parte del segretario di turno. Prima Franceschini, che ap­poggiò contro Bersani (“Mi è simpatico”, disse. In realtà, pensava vincesse). Poi con Bersani che aveva battuto Franceschini» (Giancarlo Perna) [Grn 29/4/2013].
• Sposata con Riccardo, hanno due cani (Matilda e Beatrice) e un gatto (Giovanni Cerruti) [Sta 24/4/2013].
• Tifosa della Roma. Buona giocatrice di tennis.
• Tinto Brass ha fatto sapere che la vorrebbe in un suo film, perché ha la voce sensuale e la “s” sibilante: «Pensate come direbbe sesso».