10 settembre 2011
«Faust è un film stupefacente e ricchissimo»
• «Faust è un film stupefacente e ricchissimo, che fa da perfetto contraltare a L’albero della vita di Terrence Malick, vincitore a Cannes. C’è un Mefistofele chiacchierone sempre in scena: brutto, sgradevole e poco virile (come se non bastasse, il minuscolo attributo gli pende sulla schiena). Tutto risulta sordido, terragno, intriso di umorismo nero. Il patto contiene errori di ortografia e il dottor Faust – uno che scommette la testa con il diavolo e ha i numeri per vincere – li fa notare. I corpi sono deformi, malati, moribondi, sezionati sul tavolo anatomico. Malick cerca la grazia nella natura, inquadrando in controluce i volti, lo stormir di fronde, la bellezza della creazione. Sokurov cerca rifugio nella cultura: Goethe, Thomas Mann, i quadri di Rembrandt, di Dürer, di Hieronymus Bosch, di Vermeer (anche lo smalto color fango di Chanel, che rende i piedi cadaverici)» (Mariarosa Mancuso, Il Foglio 13/09/2011).