20 agosto 1988
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Leonardo Mondadori cede le sua azioni a Berlusconi
• Con 160 miliardi di lire il gruppo Fininvest acquista le azioni di Leonardo Mondadori. Aggiungendo così al suo 7,28% il 24,5% della famiglia Mondadori, Silvio Berlusconi diventa il primo azionista (gli altri soci forti sono la Cir di Carlo De Benedetti e i Formenton) e dichiara che da quel momento in poi prenderà un ruolo di primo piano nelle gestione della società editoriale del gruppo Mondadori-l’Espresso (a quell’epoca unito).
• «Ormai il gentlemen agreement tra Leonardo Mondadori e Silvio Berlusconi sembra diventato un contratto di ferro. Dunque il nipote di Arnoldo Mondadori e sua madre Mimma venderanno il loro pacchetto di azioni Amef, la finanziaria che controlla la casa editrice di Segrate, al presidente della Fininvest che aggiungendo al suo 7,28% il 24,5% della famiglia Mondadori diventerà il primo azionista. Il prezzo, si dice, non è stato stabilito ma negli ambienti finanziari si parla di una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 160 miliardi. Berlusconi, però, dovrà aspettare fino al 1991. E ci sarà anche una condizione da rispettare. Perché il pacchetto di azioni della famiglia Mondadori passi di mano non dovrà cambiare nulla nei rapporti di potere all’interno della società. Vale a dire che i Mondadori cederanno il loro 24,5% di Amef solo se i Formenton e Carlo De Benedetti continueranno ad avere saldamente in pugno la maggioranza della società. Berlusconi, nella battaglia per il controllo dell’Amef, è sempre stato schierato ufficialmente dalla parte di Leonardo Mondadori. Anzi, è stato il suo principale alleato. Berlusconi, insomma, è il successore designato di Leonardo e Mimma Mondadori. Niente di misterioso né di clamoroso, dunque, nel passaggio di mano del 24,5% dell’Amef. Ma, probabilmente, sapevano tutto in anticipo anche De Benedetti e i Formenton. Nel dopo-assemblea della Mondadori, infatti, Cristina Formenton aveva lasciato chiaramente intendere che d’ora in poi la nuova maggioranza che governa a Segrate se la sarebbe vista direttamente con Berlusconi». [la Repubblica, 20/8/1988]