15 dicembre 1973
Liberato in Calabria Paul Getty III
Paul Getty III, nipote del noto petroliere americano, è liberato dopo 158 giorni di prigionia. A ritrovarlo un camionista in una stazione di servizio a Lauria, in provincia di Potenza. Tre giorni prima la famiglia aveva pagato un riscatto di 1 miliardo e settecento milioni di lire al gruppo di rapitori calabrese che si ipotizza siano legati alla ’ndrangheta.
La vicenda ha inizio il 10 luglio 1973, quando John Paul Getty III, 16 anni, non torna a casa. È stato visto l’ultima volta a piazza Farnese. Dopo due giorni la madre Gail Harris, che vive a Roma con il giovane (mentre il padre è a Londra con la nuova moglie), riceve una telefonata dai rapitori con la richiesta di 17 milioni d dollari per liberare il ragazzo. Raccogliendo la denuncia della signora, la polizia pensa a uno scherzo o a un trucco del giovane per ottenere soldi dalla famiglia (Paul III era stato espulso dal collegio privato romano dove studiava e viveva vendendo tra Trastevere e Campo dei Fiori piccoli gioielli da lui realizzati). Anche il nonno John Paul dall’America non crede al rapimento e comunque fa sapere di non avere nessuna intensione di pagare: «Ho 14 nipoti, se tiro fuori solo un centesimo saranno rapiti tutti e quattordici». La madre del ragazzo continua a ricevere richieste dai rapitori finché il 14 novembre la redazione romana del Messaggero riceve un pacco con dentro l’orecchio mozzato di Paul e una ciocca di capelli. Ad accompagnare la busta una lettera: «Signore direttore, questa è la promessa che vi abbiamo fatto. Da oggi in avanti tutto quello che vi diciamo sarà fatto cioè questo è il primo orecchio di Paul fate gli accertamenti se è suo e se entro dieci giorni la famiglia pensa ancora che è una burla fatta da lui gli arriva anche l’altro in poche parole gli arriva tutto a pezzettini perché la famiglia di Paul da tre mesi ci prende in giro dicendo che non già soldi per pagare». Dopo l’orecchio arrivano al quotidiano Il Tempo di Roma quattro fotografie che mostrano Paul con l’orecchio amputato, ma ancora vivo. Immagini che fanno un’impressione fortissima sull’opinione pubblica e sull’immaginario collettivo. Gli inquirenti scoprono che i sequestratori sono calabresi, iniziano così massicce operazioni di polizia sui monti della Sila, in Calabria, per cercare di localizzare il nascondiglio. Alla fine il nonno del ragazzo si convince a pagare e il 12 dicembre un emissario della famiglia Getty consegna il denaro. Settantadue ore dopo John Paul Getty III è liberato.