14 novembre 2002
Il Papa visita il Parlamento
• Per la prima volta nella storia italiana, papa Giovanni Paolo II visita il Parlamento. Davanti a Montecitorio lo aspettano i presidenti della Camera, Pier Ferdinando Casini, e del Senato, Marcello Pera. In Parlamento, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, i deputati e i senatori, in piedi. Nel suo discorso il Papa ha toccato diversi punti, dalla questione delle carceri («Senza compromettere la necessaria tutela della sicurezza dei cittadini, merita attenzione la situazione delle carceri, nella quale i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro, mediante una riduzione della pena, costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità») alla famiglia, dalla Costituzione europea alla parità scolastica. Il Papa ha fatto anche cinque citazioni: tre dalle encicliche Gaudium et spes, Veritatis splendor e Centesimus annus; la quarta dalla Costituzione italiana e l’ultima dalla Divina Commedia di Dante, dal Canto 32 del Purgatorio. Alla fine Casini e Pera gli hanno donato come regalo una piccola campana d’argento, fedele riproduzione della «Sigismondo» conservata nel Wawel, il Duomo di Cracovia. È una delle campane più grandi del mondo e fu suonata nel 1978, quando arrivò l’annuncio che Wojtyla era stato eletto al soglio pontificio. All’uscita da Montecitorio, un colpo di vento ha fatto volare via lo zucchetto del papa. [Luigi Accattoli, Cds 15/11/2002]