16 maggio 1997
I funerali di Marta Russo
• La camera ardente, aperta dalle 8.30 del mattino è allestita all’Istituto di medicina legale, alle 10 parte il corteo funebre e alle 10.30, nella cappella Universitaria della Sapienza padre Gian Giacomo Rotelli e don Enzo Zoino (sacerdote del Tuscolano) celebrano i funerali della ragazza davanti a diecimila persone. Tra i presenti: il rettore Giorgio Tecce, il presidente della Camera Luciano Violante, il sindaco di Roma Francesco Rutelli, il ministro Luigi Berlinguer, il prefetto Giorgio Musio. Il presidente del Consiglio Prodi aveva preferito rendere omaggio alla salma nella camera ardente. Anche il Papa ha mandato un messaggio nel quale si auspica che «il generoso gesto del dono degli organi da parte della giovane contrasti con l’odio folle che l’ha uccisa e valga a rinsaldare in tutti l’impegno di diffondere cultura, amore e fraterna solidarietà». Donato Russo: «È mancato soltanto il Presidente della Repubblica, che non ha ritenuto opportuno fare neanche un telegramma. Ma la sensibilità se non c’è non si può inventare...». [Cds 17/5/1997] Al termine della cerimonia Blowing in the wind nella versione italiana.
• Seppellita al Verano, nel Riquadro 85, cappella uno, primo piano, loculo 41 (Aurelia, la madre di Marta, vedendolo, sviene). Sulla parete di fronte tra le altre tombe, spicca quella di Alfredino Rampi, con una fotografia lo ritrae sorridente, con la maglietta bianca a righe blu. [Leggi qui il caso Marta Russo]