9 luglio 2000
L’amarezza del Papa per il «Gay pride» durante il Giubileo
• Giovanni Paolo II lancia un affondo sul Gay Pride: «A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l’affronto recato al Grande Giubileo dell’Anno Duemila e per l’offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo. La Chiesa non può tacere la verità perché non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male». Condanna netta della manifestazione di sabato pomeriggio. Ma non di chi vive quella condizione. Perché il Papa aggiunge volutamente la citazione di un passaggio del catechismo della Chiesa cattolica che parla di «inclinazione oggettivamente disordinata», ma anche del bisogno di accogliere le persone che la vivono con «rispetto, compassione e delicatezza». Legge Karol Wojtyla: «A loro riguardo si eviterà ogni marchio di discriminazione». Perché «si tratta di persone chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita e, se cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione».