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 1900  settembre 06 calendario

• Da Tromsö il Duca degli Abruzzi scrive a Re Vittorio Emanuele: «La Stella Polare è giunta. Riparte per Cristiania

• Da Tromsö il Duca degli Abruzzi scrive a Re Vittorio Emanuele: «La Stella Polare è giunta. Riparte per Cristiania. Nell’estate scorsa passando il Canale Britannico oltrepassò Capo Fligely, nell’isola Principe Rodolfo, e scese a svernare nella baia di Teplitz in latitudine 81° 17. All’8 di settembre una forte pressione schiacciava la nave producendole una larga falla. Impotenti a domare l’acqua abbandonammo la nave. Salvammo i viveri e l’equipaggiamento. Coi pennoni, le vele e le tende costruimmo una capanna sulla spiaggia, ove passammo bene l’inverno. Al principio dell’anno per congelazione mi si dovettero amputare le estremità di due dita della mano sinistra. Lasciai a Cagni il comando della spedizione in slitta. Partito il 20 febbraio. Freddo intenso lo costrinse a ritornare dopo due giorni. La spedizione comandata da Cagni ripartì l’11 marzo composta da Querini, Cavalli, macchinista della nave, due marinai e quattro guide italiane, 13 slitte, 104 cani. Aiutata nei primi tre giorni da tre norvegesi. Il primo gruppo composto di Querini, del macchinista della nave e di una guida rimandato dopo 12 giorni di marcia non fece mai ritorno alla capanna. Il secondo gruppo composto da Cavalli, un marinaio ed una guida, rimandalo dopo 20 giorni di marcia, fece ritorno alla capanna in ottime condizioni il 18 aprile. Cagni con due guide ed un marinaio spintosi al settentrione fino al 25 aprile, raggiunse la latitudine di 86°, 34’. Forte deriva e mancanza di viveri resero difficile e penoso il ritorno di questo gruppo. Esso per più settimane nutrendosi di cani raggiunse la capanna il 23 giugno, dopo 104 giorni passati sul pack. Le terre di Petermann e di Re Oscar non esistono. La Stella Potare sostenuta dal ghiaccio non era affondata. Una lontana speranza di ricuperarla aveva consigliato alla fine di autunno i più essenziali lavori di riparazione, che furono ripresi in luglio e dopo molti sforzi riesco l’8 di agosto a rimetterla a galla. Il 16 lasciammo la baia di Teplitz. Nel Canale Britannico restammo bloccati dai ghiacci per 14 giorni. Raggiungemmo Capo Flora il 31 agosto: oggi Tromsö. Querini fu rinviato da Cagni ancora in vista dell’isola del Principe Rodolfo, con tempo freddo ma ottimo nei giorni successivi, il ghiaccio contro la costa e le condizioni tutte eccezionalmente favorevoli al ritorno. Debbo ritenere, con sommo dolore, certa la perdita sua e dei suoi due uomini, causata da accidentale disgrazia. Coraggio a tutta prova, tenacia dimostrata dal Capo e da tutti i componenti la spedizione in slitta, nonostante enormi sofferenze, hanno assicurato il successo della spedizione conquistando nuova gloria al nostro paese col fare sventolare il tricolore nella più alta latitudine finora raggiunta».