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 1900  agosto 11 calendario

• Stamattina alle 10, alla presenza della Regina Elena, della Regina Maria Pia, delle Principesse Reali, del Principe Nicola del Montenegro, della Principessa Militza, del Granduca Pietro di Russia, dell’Arciduca Ranieri, del Principe Vittorio Napoleone, del Duca di Oporto e di tutte le missioni estere, oltre il Corpo Diplomatico, Re Vittorio Emanuele entra nell’aula del Senato accompagnato dal Duca d’Aosta, dal Conte di Torino, dal Duca di Genova e prende posto sul trono, pronunciando la formula del giuramento reale, accolta da fragorosi applausi

• Stamattina alle 10, alla presenza della Regina Elena, della Regina Maria Pia, delle Principesse Reali, del Principe Nicola del Montenegro, della Principessa Militza, del Granduca Pietro di Russia, dell’Arciduca Ranieri, del Principe Vittorio Napoleone, del Duca di Oporto e di tutte le missioni estere, oltre il Corpo Diplomatico, Re Vittorio Emanuele entra nell’aula del Senato accompagnato dal Duca d’Aosta, dal Conte di Torino, dal Duca di Genova e prende posto sul trono, pronunciando la formula del giuramento reale, accolta da fragorosi applausi. Dopo il giuramento del Re giurano 220 senatori e 340 deputati. Dopo la cerimonia del giuramento il Re pronuncia il seguente discorso: «Signori Senatori! Signori Deputati! Il mio primo pensiero è pel Mio Popolo, ed è pensiero di amore e di gratitudine. Il Popolo che ha pianto sul feretro del Suo Re; che affettuoso e fidente si è stretto intorno alla Mia Persona, ha dimostrato quali salde radici abbia nel Paese la Monarchia liberale (Applausi fragorosi. Grida di Viva il Re!). «Da questo plebiscito di dolore traggo i migliori auspici del Mio Regno. «La nota nobile e pietosa, che sgorgò spontanea dall’anima della Nazione all’annunzio del tragico evento, Mi dice che vibra ancora nel cuore degli Italiani la voce del patriottismo che inspirò in ogni tempo miracoli di valore (Applausi). Sono orgoglioso di poterla raccogliere. «Quando un popolo ha scritto nel libro della Storia una pagina come quella del nostro Risorgimento, ha diritto di tenere alta la fronte e di mirare alle più grandi idealità (Applausi). Ed è a fronte alta e mirando alle più grandi idealità, che mi consacro al Mio Paese, con tutta l’effusione, ed il vigore di cui mi sento capace (Applausi) con tutta la forza che mi danno gli esempi e le tradizioni della Mia Casa (Applausi vivissimi). «Sacra fu la parola del Magnanimo Carlo Alberto, che largì la libertà; sacra quella del Mio Grande Avo, che compì l’unità d’Italia. Sacra altresì la parola del Mio Augusto Genitore, che in tutti gli atti della sua vita, si mostrò degno erede delle virtù del Padre della Patria (Vivissimi e prolungati applausi. Grida di Viva il Re! Viva Casa Savoia!). «All’opera del Mio Genitore diede ausilio, ed aggiunse grazia e splendore quella della Mia Augusta e Venerata Genitrice (Lunga ovazione e grida di Viva la Regina Margherita!) che mi istillò nel cuore e mi impresse nella mente il sentimento del dovere di Principe e di Italiano (Applausi vivissimi). Così all’opera Mia si aggiungerà quella della Mia Augusta Consorte, che nata anch’essa da forte prosapia, si dedicherà interamente alla Sua Patria d’elezione (Applausi ripetuti e grida di Viva la Regina!). «Dell’amicizia di tutte le Potenze abbiamo avuto eloquente prova nella partecipazione al Nostro Lutto coll’intervento di Augusti Principi e di Illustri Rappresentanti: ed Io mi dichiaro a tutti profondamente grato. «L’Italia fu sempre efficace strumento di concordia, e tale sarà altresì durante il Mio Regno, nel fine comune della conservazione della pace (Approvazioni). «Ma non basta la pace esteriore. A noi bisogna la pace interna (Vivi e prolungati applausi. Grida di Viva il Re!), e la concordia di tutti gli uomini di buon volere, per isvolgere le nostre forze intellettuali e le nostre energie economiche. «Educhiamo le nostre generazioni al culto della Patria, all’onestà operosa, al sentimento dell’onore; a quel sentimento a cui si inspirano con tanto slancio il Nostro Esercito e la Nostra Armata (Applausi prolungati. Grida di Viva l’Esercito! Viva l’Armata!) che vengono dal Popolo e sono pegno di fratellanza che congiunge nell’unità e nell’amore della Patria tutta intera la Famiglia Italiana (Lunghe e prolungate ovazioni). «Raccogliamoci e difendiamoci con la sapienza delle leggi e con la rigorosa loro applicazione. Monarchia e Parlamento procedano solidali in quest’opera salutare (Benissimo!). «Signori Senatori! Signori Deputati! Impavido e sicuro ascendo al trono colla coscienza dè miei diritti e doveri di Re. L’Italia abbia fede in me, come io ho fede nei destini della Patria e forza umana non varrà a distruggere ciò che i nostri padri hanno con tanta abnegazione edificato (Vivissimi e prolungati applausi). «E’ necessario vigilare e spiegare tutte le forze vive, per conservare intatte le grandi conquiste della Unità e della Libertà, e non mi mancherà la forte iniziativa e la energia della azione (Grande ovazione e grida ripetute di Viva il Re!) per difendere vigorosamente le gloriose Istituzioni del Paese, retaggio prezioso dei Nostri maggiori (Approvazioni). «Cresciuto nell’amore della Religione e della Patria, invoco Dio in testimonio della Mia Promessa che da oggi in poi il Mio cuore, la Mia mente, la Mia vita offro alla grandezza e alla prosperità della Patria». (Lunga ovazione che dura parecchi minuti e grida di Viva il Re! Viva la Regina! Viva Casa Savoia!).