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 1900  agosto 02 calendario

• Da Monza è emanato il proclama diretto dal nuovo Re agli Italiani. Esso dice: «Italiani! Il secondo Re d’Italia è morto! Scampato per valore di soldato dai pericoli delle battaglie, uscito incolume per volere della Provvidenza dai rischi affrontati con lo stesso coraggio a sollievo di pubbliche sciagure, il Re buono e virtuoso è caduto vittima di un atroce misfatto, mentre nella sua tranquilla e balda coscienza partecipava alle gioie del suo popolo festante

• Da Monza è emanato il proclama diretto dal nuovo Re agli Italiani. Esso dice: «Italiani! Il secondo Re d’Italia è morto! Scampato per valore di soldato dai pericoli delle battaglie, uscito incolume per volere della Provvidenza dai rischi affrontati con lo stesso coraggio a sollievo di pubbliche sciagure, il Re buono e virtuoso è caduto vittima di un atroce misfatto, mentre nella sua tranquilla e balda coscienza partecipava alle gioie del suo popolo festante. «A me non fu concesso di raccogliere l’estremo respiro del Padre mio. Sento però che il mio primo dovere sarà quello di seguire i paterni consigli e di imitare le sue virtù di Re e di primo cittadino d’Italia. «In questo supremo momento di intenso dolore mi soccorre la forza che mi viene dagli esempi del mio Augusto Genitore e del Gran Re, che meritò di essere chiamato il Padre della Patria, e mi conforta la forza che ricevo dall’amore e dalla devozione del popolo italiano. «Al Re venerato e rimpianto sopravvivono le istituzioni, che Egli conservò lealmente e giunse a rendere incrollabili nei ventidue anni del Suo regno intemerato. «Queste istituzioni, sacre a me per le tradizioni della mia Casa e per amore caldo d’italiano, protette con mano ferma ed energica da ogni insidia o violenza, da qualunque parte esse vengano, assicureranno, ne sono certo, la prosperità e la grandezza della Patria. «Fu gloria del mio grande Avo l’aver dato agli Italiani la unità e l’indipendenza; fu gloria del mio Genitore averle gelosamente custodite; la meta del mio Regno è segnata da questi imperituri ricordi. Così mi aiuti Iddio e mi consoli l’amore del mio popolo, perchè io possa consacrare ogni mia cura di Re alla tutela della libertà ed alla difesa della Monarchia, legate entrambe, con vincolo indissolubile, ai supremi interessi della Patria. «Italiani ! «Date lagrime ed onore alla sacra memoria di Re Umberto I di Savoia, voi che l’amaro lutto della mia Casa dimostraste di considerare ancora una volta come lutto domestico vostro! Codesta solidarietà di pensieri e di affetti fu e sarà sempre il baluardo più sicuro del mio Regno, la maggiore guarentigia dell’unità della Patria, che si compendia nel nome augusto di Roma intangibile, simbolo di grandezza e pegno di integrità per l’Italia. Questa è la mia fede, la mia ambizione di cittadino e di Re!»