Comandini, 6 maggio 1898
• Stamattina giunge a Milano la notizia dell’uccisione di Muzio Mussi avvenuta ieri sera a Pavia, in una colluttazione impegnatasi tra la folla e la forza pubblica
• Stamattina giunge a Milano la notizia dell’uccisione di Muzio Mussi avvenuta ieri sera a Pavia, in una colluttazione impegnatasi tra la folla e la forza pubblica. La città che era rimasta tranquilla, nonostante l’agitazione generale in Italia per il rincaro del pane, comincia a dare segni di inquietudine. A mezzogiorno, in via Galilei, uno dei più densi centri industriali dei sobborghi milanesi, migliaia di operai escono dagli stabilimenti per il consueto riposo. Per prevenire disordini parecchi agenti di Pubblica Sicurezza sorvegliano i dintorni. Scorgendo un distributore di manifestini socialisti (quello di Turati) lo traggono in arresto. E’ il segnale della rivolta. Parecchie centinaia di uomini e di donne circondano gli agenti che cercano di aprirsi il varco spianando le rivoltelle. Si rifugiano così nella caserma di via Napo Torriani. L’intervento del comm. Pirelli e del socialista Dell’Avalle ottiene la liberazione di due arrestati. Uno è trattenuto. Ma il tumulto prosegue e in molti stabilimenti si dichiara lo sciopero. I deputati Turati e Rondani si intromettono per ottenere la liberazione dell’operaio arrestato. Ma, fallite le pratiche, verso le 18.30 la folla dei dimostranti si riunisce innanzi la caserma di via Napo Torriani prendendola d’assalto. Sopraggiunge un drappello di soldati. Sul terreno restano due morti: l’operaio Restelli e la guardia Viola e parecchi feriti. Le notizie del conflitto giungono nel centro verso le venti. La folla commenta i manifesti municipali in cui si annuncia abolito il dazio sulle farine. Un violento acquazzone sgombra la Piazza del Duomo, ma poi riprende la dimostrazione sciolta da un opportuno spiegamento di forze.