Comandini, 5 maggio 1898
• A Milano i socialisti pubblicano un manifesto. Questo richiama l’attenzione sulla rivolta che serpeggia nel Paese, rivolta della fame e della disperazione, mentre il Governo dichiara lo stato d’assedio in quattro Provincie e richiama sotto le armi 40 000 uomini
• A Milano i socialisti pubblicano un manifesto. Questo richiama l’attenzione sulla rivolta che serpeggia nel Paese, rivolta della fame e della disperazione, mentre il Governo dichiara lo stato d’assedio in quattro Provincie e richiama sotto le armi 40 000 uomini. Il partito socialista nei suoi manifesti invoca la soppressione del dazio doganale sul grano, reclama l’abolizione delle spese militari mentre il «militarismo, a servizio di alleanze cui il popolo è estraneo, di interessi dinastici, di privilegi odiosi e anticivili, prosciuga tutte le fonti della produzione». Invita i lavoratori ad antivedere e provvedere a che la disperazione popolare non sia spinta più oltre e conclude: «Stringetevi compatti attorno alla bandiera socialista, sulla quale è scritto: rivendicazione dei diritti popolari, restaurazione della libertà e della giustizia, abolizione di tutti i privilegi, guerra al militarismo, suffragio universale. Gravi giorni s’appressano. E’ tempo che il popolo rifletta, ricordi ed alfine provveda a sé stesso. Il paese salvi il paese». Esso è scritto da Filippo Turati.