Comandini, 17 maggio 1897
• Battaglia di Domokos. Il battaglione comandato dal col. Luciano Mereu si trova contro le brigate di Islam Pascià, armate di modernissimi Mauser, che trovano facile mira nella vivace colorazione delle Camicie Rosse
• Battaglia di Domokos. Il battaglione comandato dal col. Luciano Mereu si trova contro le brigate di Islam Pascià, armate di modernissimi Mauser, che trovano facile mira nella vivace colorazione delle Camicie Rosse. Sette ore dura il combattimento, durante il quale cadono dieci legionari e ne sono feriti una trentina. Su 12 ufficiali 6 restano uccisi o gravemente feriti. Nello stesso giorno il I e III battaglione si trovano impegnati contro i ghegides, tiratori scelti ottomani assai rinomati e temuti. E’ in questo fatto d’armi, risoltosi in un successo purtroppo frustrato dall’andamento generale delle operazioni, che muore il deputato forlivese Antonio Fratti e il giovinetto milanese Guido Cappelli, non ancora diciottenne e Alfredo Antinori. Il colonnello Gattorno arringa i Garibaldini esclamando: «Ricordatevi che, sul campo di battaglia, dovete difendere il glorioso vessillo italiano». I nostri rispondono con entusiastici evviva all’Italia e alla Grecia. Complessivamente i Garibaldini hanno 120 perdite fra cui una trentina di morti. Un osservatore britannico H. N. Braisford sintetizza con queste felici parole la partecipazione delle Camicie Rosse alla battaglia di Domokos: «Il colore della loro divisa era una sfida; i loro movimenti un’ispirazione».