Comandini, 7 gennaio 1897
• A Reggio Emilia si celebra il primo centenario della bandiera tricolore (7 gennaio 1797). Giosuè Carducci nell’atrio del Palazzo Municipale pronuncia un discorso in cui dice fra l’altro: «O giovani, contemplaste mai con la visione dell’anima questa bandiera, quando ella dal Campidoglio riguarda i colli e il piano fatale onde Roma discese e lanciossi alla vittoria e all’incivilimento del mondo? o quando dalle antenne di San Marco spazia sul mare che fu nostro e par che spii nell’Oriente i regni della commerciante e guerreggiante Venezia? o quando da Palazzo de’ Priori saluta i clivi a cui Dante saliva poetando, da cui Michelangelo scendeva creando, su cui Galileo sancì la conquista de’ Cieli? Se una favilla vi resti ancora nel sangue dei vostri padri del Quarantotto e del Sessanta non vi pare che sui monumenti della gloria vetusta questo vessillo della patria esulti più bello e diffonda più lieto i colori della sua gioventù?» Poi, più avanti, dice: «L’Italia è risorta nel mondo per sè e per il mondo: ella, per vivere, deve avere idee e forze sue, deve esplicare un ufficio suo civile ed umano, un’espansione morale e politica
• A Reggio Emilia si celebra il primo centenario della bandiera tricolore (7 gennaio 1797). Giosuè Carducci nell’atrio del Palazzo Municipale pronuncia un discorso in cui dice fra l’altro: «O giovani, contemplaste mai con la visione dell’anima questa bandiera, quando ella dal Campidoglio riguarda i colli e il piano fatale onde Roma discese e lanciossi alla vittoria e all’incivilimento del mondo? o quando dalle antenne di San Marco spazia sul mare che fu nostro e par che spii nell’Oriente i regni della commerciante e guerreggiante Venezia? o quando da Palazzo de’ Priori saluta i clivi a cui Dante saliva poetando, da cui Michelangelo scendeva creando, su cui Galileo sancì la conquista de’ Cieli? Se una favilla vi resti ancora nel sangue dei vostri padri del Quarantotto e del Sessanta non vi pare che sui monumenti della gloria vetusta questo vessillo della patria esulti più bello e diffonda più lieto i colori della sua gioventù?» Poi, più avanti, dice: «L’Italia è risorta nel mondo per sè e per il mondo: ella, per vivere, deve avere idee e forze sue, deve esplicare un ufficio suo civile ed umano, un’espansione morale e politica. Tornate, o giovani, alla scienza e alla coscienza dei padri, e deponetevi in cuore quello che fu il sentimento, il voto, il proposito di quei vecchi grandi che han fatto la patria: l’Italia avanti tutto! l’Italia sopra tutto!»