Comandini, 18 novembre 1896
• Re Umberto rende noto all’Italia che il trattato sottoscritto dal dott. Nerazzini con Menelik (vedi 26 ottobre 1896) è stato ratificato da lui e controfirmato dal Di Rudinì, presid
• Re Umberto rende noto all’Italia che il trattato sottoscritto dal dott. Nerazzini con Menelik (vedi 26 ottobre 1896) è stato ratificato da lui e controfirmato dal Di Rudinì, presid. del Consiglio dei Ministri; dal Visconti-Venosta, min. degli Esteri e dal Pelloux, ministro della Guerra. Questo trattato, che si chiama di Addis Abeba, comprende le seguenti condizioni: cessazione dello stato di guerra, pace ed amicizia perpetua fra i due paesi, abolizione del trattato di Uccialli, riconoscimento dell’indipendenza assoluta dell’ Etiopia, concessione temporanea della linea Mareb-Belesa-Muna finché delegati speciali dei due Governi non abbiano, entro un anno, delimitato nettamente la frontiera, mediante un amichevole accordo. Il Governo Italiano fino alla definitiva delimitazione della frontiera si impegna a non cedere il territorio a nessun’altra Potenza; e volendo spontaneamente abbandonare qualche parte di territorio, questo tornerebbe sotto il dominio etiopico; rimandata ad altra occasione la conclusione dei rapporti commerciali e industriali. Nella convenzione relativa ai prigionieri viene stabilito che la Croce Rossa Italiana manderà la sua sezione fino a Goldessa ad incontrarli e che il Plenipotenziario italiano, riconosciute spontaneamente le forti spese affrontate dal Governo Etiopico per il mantenimento e per la concentrazione dei prigionieri, si impegna a farle rimborsare. Più tardi si seppe che l’equivalente di esse fu di 10 milioni di lire italiane.