Comandini, 20 ottobre 1896
• Alle 6:30 antim., due torpediniere italiane vengono incontro ai Savoia, che entra nel porto di Bari salutato da 21 colpi di cannone
• Alle 6:30 antim., due torpediniere italiane vengono incontro ai Savoia, che entra nel porto di Bari salutato da 21 colpi di cannone. La Principessa Elena, il Duca di Genova, il Principe di Napoli e il seguito scendono dal Savoia alle ore 10.20 fra le salve della squadra e d’artiglieria. Nessun Principe montenegrino scende per non assistere alla conversione di Elena. II corteo che si avvia verso la Chiesa di San Nicola è composto di 40 carrozze che si avanzano fra due fitte ali di popolo acclamante. Nella cripta, tutta ornata di piante e di fiori, scendono soltanto la Principessa Elena, il Duca di Genova, il Principe di Napoli coi loro stguiti, il guardasigilli Costa, il ministro degli Esteri montenegrino e il clero. Elena è pallida. Si inginocchia commossa davanti all’altare in argento, ove si conservano le reliquie di S.Nicola. Il gran Priore Piscicelli, assiso sul fuldisterio, legge la formula della professione di fede cattolica alla Principessa che risponde con voce calma: Credo. Quindi celebra la messa e impartisce la benedizione. Alle 11.45 i Principi risalgono a bordo del Savoia mentre le campane delle chiese squillano e risuonano gli inni italiano e montenegrino. Appena la Principessa arriva in coperta si getta fra le braccia del padre e piange, poi abbraccia il fratello Mirko e la sorella Anna. Segunno la colazione e i ricevimenti.