Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1896  marzo 01 calendario

• Battaglia di Adua. Ad essa partecipano da parte italiana 15 875 uomini, di cui 7 mila indigeni. La colonna Albertone, sviatasi, si trova sulla stessa via della colonna centrale, e per non incagliarla affretta il passo e perde il contatto con le altre colonne

• Battaglia di Adua. Ad essa partecipano da parte italiana 15 875 uomini, di cui 7 mila indigeni. La colonna Albertone, sviatasi, si trova sulla stessa via della colonna centrale, e per non incagliarla affretta il passo e perde il contatto con le altre colonne. Sbocca alle ore 6 antim. nella conca di Adua dove è sopraffatta dal nemico dopo un glorioso quanto sfortunato combattimento e costretta alle ore 16 a ritirarsi. La colonna Dabormida vien mandata in sostegno dell’Albertone, ma non può spiegarsi per la ristrettezza dello spazio. Si determina un rinforzo di truppe che facilita le mosse degli Abissini sul fronte, sui fianchi, sulle spalle degli Italiani; venti contro uno! La colonna Dabormida è travolta e semidistrutta, ma avendo potuto spiegarsi nella valle e sui monti, arresta l’inseguimento del nemico. Sembra che i nostri siano vincitori. Ma non possono avere il sostegno delle altre brigate lontane. La ritirata, iniziatasi alle ore 16, mutasi in rotta per i molteplici attacchi nemici alle spalle e sui fianchi. I superstiti riparano ad Adi Caiè. I nostri combattono con tale valore, che in molti luoghi i morti risultano schierati come in battaglia. Le atrocità degli Abissini sono cosi orribili e tali da provocare su di loro il castigo di Dio. Le perdite abissine sono tali che il Negus stasera, ritenendo di aver perso la battaglia, decide la ritirata. Combattenti presenti alla battaglia: Italiani 15 875; Abissini 110 000. Rapporto 1 a 7. Caduti Italiani: 2 generali (Arimondi e Da Bormida); 260 ufficiali (tra cui Galliano), 46 %; 3 772 graduati e soldati, 38 %; 2 600 ascari. Totale 6 634 uomini. Caduti Abissini: oltre 9 000 uomini. Feriti Italiani: circa 500 Italiani e 1 000 ascari. Feriti Abissini: oltre 10 000. Prigionieri Italiani: 1 800 Totale perdite italiane: 7 900 uomini; totale perdite abissine: 17 000 uomini.