Comandini, 18 marzo 1895
• Il Papa tiene Concistoro e pronuncia un discorso in cui, dopo aver disapprovate le leggi recentemente sancite in Ungheria sul matrimonio civile e della precedenza dell’atto civile alla celebrazione del matrimonio religioso, deplora gli indugi frapposti dal Governo italiano nella concessione dell’exequatur ai Vescovi e rinnova i lamenti sulla condizione del Papato che dice ingiuriosa al Romano Pontefice ed infausta all’Italia: «A questa condizione di cose nè la santità del diritto nè la coscienza del dovere nostro consentono in alcun modo che noi ci adattiamo
• Il Papa tiene Concistoro e pronuncia un discorso in cui, dopo aver disapprovate le leggi recentemente sancite in Ungheria sul matrimonio civile e della precedenza dell’atto civile alla celebrazione del matrimonio religioso, deplora gli indugi frapposti dal Governo italiano nella concessione dell’exequatur ai Vescovi e rinnova i lamenti sulla condizione del Papato che dice ingiuriosa al Romano Pontefice ed infausta all’Italia: «A questa condizione di cose nè la santità del diritto nè la coscienza del dovere nostro consentono in alcun modo che noi ci adattiamo. Noi rivendichiamo quindi la legittima libertà dell’ufficio apostolico e i diritti tutti della Sede Apostolica».