Comandini, 20 dicembre 1893
• Si riapre la Camera. Francesco Crispi, nel presentare al Parlamento il nuovo Gabinetto, dice: «Noi non apparteniamo ad un settore piuttosto che ad un altro del Parlamento; noi apparteniamo al grande partito unitario, che ha per sola mira l’Italia, a servire la quale ci siamo dedicati con animo sereno, col dovere del sacrificio
• Si riapre la Camera. Francesco Crispi, nel presentare al Parlamento il nuovo Gabinetto, dice: «Noi non apparteniamo ad un settore piuttosto che ad un altro del Parlamento; noi apparteniamo al grande partito unitario, che ha per sola mira l’Italia, a servire la quale ci siamo dedicati con animo sereno, col dovere del sacrificio. Fatalmente abbiamo assunto il potere in un momento in cui le condizioni della patria sono gravi come noi furono mai. Dello stato attuale non imputiamo nessuno: esso è la conseguenza di una serie di casi, che possiamo constatare, ma che non possiamo giudicare. Solo diremo che grandi sono le difficoltà che dobbiamo superare; e che a rilevare il credito, a riordinare le finanze, a confortare l’impero della legge, a ridare al paese la coscienza di sè stesso, abbiamo bisogno del concorso delle Camere, senza distinzione di partiti. A tale fine chiediamo da voi la tregua di Dio! Quando la fortuna d’Italia sarà instaurata, ciascuno riprenderà il suo posto. Il combatterci oggi, metterci oggi gli uni contro gli altri, permettetimi lo affermi con cuore di patriota, sarebbe un delitto. Quando il pericolo incalza dobbiamo essere tutti uniti per la difesa comune».