Comandini, 27 maggio 1892
• A Palermo si scopre il monumento a G. Garibaldi. Pronuncia un discorso l’on. Crispi il quale dice, fra l’altro: «Fui imputato di megalomania, perchè volevo, come Garibaldi, un’Italia potente, perchè miravo alla grandezza della patria nostra
• A Palermo si scopre il monumento a G. Garibaldi. Pronuncia un discorso l’on. Crispi il quale dice, fra l’altro: «Fui imputato di megalomania, perchè volevo, come Garibaldi, un’Italia potente, perchè miravo alla grandezza della patria nostra. Ma questo è un peccato originale per noi che solo i reazionari non ci potranno perdonare: è il peccato di quanti, con Giuseppe Mazzini alla testa, lavorarono per la costituzione di tutto il bel paese in unità di Stato. Questo peccato consigliò la spedizione dei Mille, questo peccato ispirò il plebiscito del 20 ottobre 1860, mercè cui fu decretato a suffragio uuniversale l’Italia «una e indivisibile dalle Alpi ai due mari».