Comandini, 8 febbraio 1891
• Non essendosi fatto vivo l’interprete abissino, il conte Salimbeni fa eseguire direttamente la traduzione dei documenti e trova che il conte Antonelli è stato ingannato: risulta la falsa affermazione che di comune accordo si era convenuto di cancellare l’art
• Non essendosi fatto vivo l’interprete abissino, il conte Salimbeni fa eseguire direttamente la traduzione dei documenti e trova che il conte Antonelli è stato ingannato: risulta la falsa affermazione che di comune accordo si era convenuto di cancellare l’art. 17 nei due testi. L’Antonelli, accortosi di essere stato giocato, si precipita col Salimbeni nel Ghebì dove Menelik dà un banchetto ai suoi capi, e alla presenza di Maconnen strappa la firma e il bollo imperiale dei documenti per dimostrare nullo ogni accordo. Il Negus, visibilmente imbarazzato, si giustifica dicendo: Non bisogna tener conto di quello che ho detto per l’art 17 perchè in quel giorno mi girava la testa. Due ore dopo l’Antonelli prende la via del ritorno.