Comandini, 31 gennaio 1891
• Alla Camera F. Crispi risponde energicamente al discorso dell’on. Bonghi, accusando la Destra e specialmente gli uomini che tennero il potere dall’ottobre 1873 al marzo 1876, suscitando un grave tumulto
• Alla Camera F. Crispi risponde energicamente al discorso dell’on. Bonghi, accusando la Destra e specialmente gli uomini che tennero il potere dall’ottobre 1873 al marzo 1876, suscitando un grave tumulto. Fattasi la votazione sul Catenaccio e posta ai voti la mozione dell’on. Villa, essa è respinta con 186 voti contro 123. F. Crispi annuncia subito alla Camera che il Ministero darà le dimissioni e alla sera le presenta al Re. La soluzione della crisi si presenta difficile per l’eredità lasciata dal Ministero Crispi col disavanzo crescente, le misere condizioni economiche, il fermento delle classi proletarie e le complicazioni d’Africa. Il Re affida l’incarico di formare il nuovo Gabinetto al Di Rudinì, capo della Destra. Giovanissimo sindaco di Palermo durante la rivolta clerico-borbonica del 1866 aveva dato prova di freddo coraggio e di grande energia.