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 1881  ottobre 28 calendario

• A Vienna, al Campo di Marte (detto la Schmelz) brillante rivista militare in onore dei Sovrani d’Italia

• A Vienna, al Campo di Marte (detto la Schmelz) brillante rivista militare in onore dei Sovrani d’Italia. I Sovrani passano in rassegna due divisioni schierate su quattro linee estesissime sulla immensa pianura. In mezzo all’entusiasmo del popolo ha quindi luogo la sfilata delle milizie che dura un’ora intiera e riesce splendida per il contegno delle truppe e per la precisione dei movimenti. All’arrivo della cavalleria le musiche intonano la melodia popolare tedesca, composta in memoria del principe Eugenio di Savoia, organizzatore della cavalleria in Austria. Finita la rivista l’Imperatore nomina Re Umberto proprietario del reggimento fanteria n. 28. Si osserva che nell’esercito austriaco è sempre esistito, dai tempi di Eugenio di Savoia, un reggimento Savoia. Dopo la rivista l’Imperatrice si reca a visitare la Regina Margherita. Dopo il déjuner i Sovrani ricevono gli Arciduchi e i Ministri d’Austria e d’Ungheria. Alle 2 ? i Sovrani si recano a visitare la vedova del barone Haymerle e gli Arciduchi. Il Re conferisce il collare dell’Annunziata all’arciduca Giovanni Salvatore. Stasera splendida serata di gala all’Opera. Da cinque giorni il pubblico si contende i biglietti che si vendono a prezzi favolosi. Vi assiste il fior fiore dell’aristocrazia dell’Impero, gli alti dignitari dell’ esercito, i più rinomati banchieri. La grande loggia è aperta alle 7 ?. Appaiono prima l’Imperatore, dando il braccio alla Regina Margherita e l’Imperatrice a braccio di Re Umberto, poi il Principe Ereditario con la consorte, la principessa Gisella col marito, l’arciduca Ranieri, le arciduchesse Maria e Elisabetta, gli arciduchi Carlo Lodovico, Guglielmo e Federico. La bellezza della nostra Regina attira tutti gli sguardi. Così scrive in proposito la Neue Freie Presse: «La Regina Margherita comparve in una toilette, di cui una più bella non avrebbe potuto inventare fantasia d’artista per la Sovrana del paese delle Arti! Pareva essa discesa da un quadro di Tiziano o Paolo Veronese, tanto il colore delle vesti e la ricchezza degli ornamenti ricordavano il tempo dello splendore e delle pompe veneziane. La veste era di velluto rosso, intersicato di raso pure rosso cangiante; fra i biondi capelli, intrecciati e raccolti in un mazzocchio sulla nuca, la Regina portava un diadema di brillanti di quella forma nobile che sa creare, imitando i modelli antichi, il rigeneratore della gioielleria italiana, Castellani. Inoltre nella capigliatura sfolgorava un magnifico bouquet di brillanti. Agli orecchi la Regina aveva due perle di grossezza meravigliosa, oggetti di grandissimo valore; al collo una fila pesante, lunga di perle, il cui bianco argentino spiccava sulla porpora del vestito. Le signore, a quella vista, provarono come una febbre e sfogarono la loro ammirazione con espressioni del più intenso entusiasmo». L’Imperatrice indossava una toilette di seta bruna con merletti bianchi. Nei capelli e al collo aveva stelle di brillanti su nastri di velluto nero.