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 1881  aprile 06 calendario

• Alla Camera le tribune sono straordinariamente affollate per le interrogazioni degli onorevoli Massari e Rudinì e per l’interpellanza dell’on

• Alla Camera le tribune sono straordinariamente affollate per le interrogazioni degli onorevoli Massari e Rudinì e per l’interpellanza dell’on. Damiani sulla questione tunisina che tanto appassiona l’opinione pubblica. L’on. Massari chiede se sono vere le notizie di accordi tra la Francia e l’Inghilterra nella questione tunisina. L’on. Rudinì, con nobile linguaggio dimostra quanto sia connessa la dignità nazionale con la questione tunisina. Entrando nel cuore della questione, dice: «L’Italia sente che l’occupazione della Reggenza di Tunisi per parte della Francia è una minaccia per essa... Non v’ha chi non vegga come questa occupazione possa profondamente alterare l’equilibrio degli Stati che sono bagnati dal Mediterraneo». L’on. Damiani rileva l’importanza di Tunisi per gli interessi italiani e la necessità che l’autonomia della Reggenza sia assicurata e chiede al Governo di dichiarare quale sia stata la sua azione diplomatica. L’on. Cairoli, rispondendo alle interrogazioni Massari, Di Rudinì, Damiani, afferma che i provvedimenti francesi (vedi 4 aprile 1881) si riducono alla repressione delle tribù insorte e prosegue: «Noi siamo nel diritto di scorgere in essa (dichiarazione) l’assicurazione che la Francia, pur provvedendo alla necessità della difesa, rispetterà nel modo più assoluto una situazione politica, la quale, intimamente connettendosi con l’equilibrio europeo, non potrebbe considerarsi con occhio indifferente nè dall’Italia nè da altri Stati». Il Di Rudinì si dice confortato sino a un certo punto dalla dichiarazione che «l’Inghilterra non ha mai consentito e non consentirà mai alla Francia l’occupazione della Reggenza di Tunisi». L’on. Damiani dice che «è vana, pregiudizievole, insidiosa lusinga» il credere che quello che avviene a Tunisi possa limitarsi a una difesa della frontiera e propone un ordine del giorno di disapprovazione della politica del Governo. La mozione di biasimo sulla politica estera sarà discussa nella tornata di giovedì.