Comandini, 24 dicembre 1885
• Leone XIII agli auguri rivoltigli del Sacro Collegio dei Cardinali risponde chiamando indegne le condizioni in cui è costretto a vivere in Roma
• Leone XIII agli auguri rivoltigli del Sacro Collegio dei Cardinali risponde chiamando indegne le condizioni in cui è costretto a vivere in Roma. Accenna alla legge sul divorzio e a quella sull’asse ecclesiastico per cui la rivoluzione stende la mano sugli ultimi avanzi del Patrimonio della Chiesa, spogliandola dei beni inviolabili e sacri. Rinnova le proteste di non acconciarsi al presente stato di cose «stato di cose intollerabile, perchè sarà un fatto evidente e notorio che il Papa è in Roma non in poter suo ma di altri, finché la libertà e la sicurezza sua siano difese da chi di fatto tiene in Roma il comando, e da leggi variabili sempre a seconda dei casi politici e delle mutabili disposizioni della maggioranza».