Comandini, 6 maggio 1885
• Alla Camera, le cui tribune sono affollate, si riprendono le interpellanze sulla politica coloniale
• Alla Camera, le cui tribune sono affollate, si riprendono le interpellanze sulla politica coloniale. Gli on. Camporeale, Cairoli, De Renzis e Branca rimproverano allon. Mancini di non aver chiaramente indicato lo scopo delle spedizioni militari nel Mar Rosso. Il Mancini difende il suo piano di politica coloniale. Afferma che salda e sicura è l’amicizia dell’Italia con l’Inghilterra, senza minima alterazione dei patti conclusi con la Germania. Esclude che vi sia pericolo di conflitto con le vicine tribù e che la salute dei soldati italiani sia stata danneggiata. Afferma che, occupando Massaua, il Governo ha voluto iniziare una modesta impresa coloniale, per aprire un nuovo campo al lavoro e all’ industria italiana. A preferir le coste del Mar Rosso, il Governo stesso, non libero di spaziare nei due Emisferi, aveva avuto opportutunità dal fatto di avervi già l’Italia il possedimento della Baia di Assab, dallo scopo di vendicare l’eccidio dei nostri connazionali e dal grande vantaggio e vivo desiderio di mantenere libera e sicura quella gran via del commercio mondiale. Non soddisfatti della risposta Mancini, il Cairoli e il De Renzis presentano la seguente mozione di sfiducia: «La Camera non soddisfatta dell’indirizzo del Governo sulla politica coloniale, passa all’ordine del giorno».